Il nome del brand già racchiude la visione dell’azienda, nonché le ragioni per cui viene considerata tra i brand più sostenibili. Pan, dal greco antico che significa “tutto”, vuole trasmettere l’idea di inclusività, e Gaia, la dea che impersonificava la Terra nella mitologia greca e ha dato il nome a diverse teorie sul nostro Pianeta a partire dagli anni Settanta, vuole sottolineare l’importanza di porre il benessere del Pianeta al centro attraverso un’attività positiva per la Terra che restituisce più di quanto prende.
I materiali utilizzati
Oltre a tessuti, fibre animali e materiali riciclati, Pangaia utilizza materiali tessili innovativi e fibre naturali “biobased” (FLWRDWN™, C-FIBER™, PLNTFIBER™ & FRUTFIBER™) a ridotto impatto ambientale, ideati dal gruppo di scienziati del marchio e prodotti riutilizzando gli scarti alimentari, trasformando la fibra di foglie di banano, di ananas e di bambù, l’ortica dell’Himalaya, l’eucalipto e alghe marine.
Inoltre, per prevenire l’eccessivo lavaggio dei capi, tratta i prodotti con olio di menta piperita naturale e vegetale (PPRMINT™) al fine di neutralizzare e prevenire la crescita dei batteri che causano cattivi odori e rendendo possibile indossare gli indumenti trattati molte volte prima di doverli lavare.
Miroslava Duma
A dare alla luce questo straordinario progetto è stata indirettamente l’eclettica imprenditrice e icona glamour russa Miroslava Duma attraverso la sua piattaforma creativa Future Tech Lab, che sperimenta nuove strategie di economia sostenibile legate principalmente alla moda.

Dietro a quelle che possono sembrare semplici felpe, t-shirt, pantaloni, canotte e crop top si cela un cerchio completo di ecosostenibilità e rispetto per il pianeta. A partire dalla manifattura dei suoi prodotti, rigorosamente locata in Italia e Portogallo, che prevede solo e soltanto l’utilizzo di materiali organici non trattati con agenti chimici, come alghe marine, cotone biologico, canapa e bottiglie di plastica riciclate.
Persino la tintura è totalmente vegetale, derivata da pigmenti provenienti dagli scarti di frutta, verdura e piante varie, così da risultare atossica e biodegradabile. Addirittura, una volta finito, l’articolo subisce un trattamento con olio essenziale di menta, per ridurre la necessità di lavarlo spesso con l’obiettivo di risparmiare acqua ed energia.
Prendiamo per esempio una delle sue eccellenze, il piumino FLWRDWN, costituito da un involucro di nylon e poliestere riciclato che contiene un interno imbottito da un mix di biopolimeri, aerogel e fiori selvatici recuperati in aree dove Miroslava Duma si impegna nell’agricoltura rigenerativa, ovvero nel ristabilire l’habitat ideale per alcune specie protette di farfalle.
Il design poi ruota attorno a tagli unisex e confortevoli adatti a uomini, donne e bambini, ed è estremamente minimale, a tal punto da essere quasi concettuale.
A parlare per lo più sono i colori, ispirati agli elementi più iconici della natura, come l’alba, i fiori di ciliegio, le foreste, la sabbia e gli agrumi.






