Di Alessandra Rosci
“La Madre”: uno spaccato di vita raccontato con gli occhi di Orietta Cicchinelli
“La Madre” di Orietta Cicchinelli edito da NED verrá presentato Giovedì 7 Maggio alle ore 18,30 presso Caffè Letterario via Ostiense 95 a Roma.
“La Madre” di Orietta Cicchinelli, selezionato tra i finalisti del XIII concorso letterario “Racconti nella Rete” organizzato da Lucca Autori e edito da NED sarà presentato, in occasione della Festa della Mamma, Giovedì 7 Maggio alle ore 18:30 presso Caffè Letterario via Ostiense 95 a Roma. Un racconto venato di un malinconico realismo, scorrevole e ben riuscito, in cui l’Autrice, giornalista professionista, stupisce il proprio pubblico sfidando se stessa attraverso una differente tipologia di scrittura: narrativa, creativa, romanzata.
“Armanda non aveva mai sopportato le pettegole e, per una donna di poche chiacchiere (una parola è poca e due sono troppe, il suo motto), quel vociare era fastidioso. Tanto che, da un giorno all’altro, smise pure di dire quelle quattro parole in croce. Poi non si alzò più, che le gambe le disobbedivano. E lei, spirito indipendente, ora si ritrovava a dipendere da qualcun altro persino per pisciare! Veniva spinta su una sedia a rotelle, dalla camera alla doccia, e la più solerte tra le compagne avrebbe finito pure per imboccarla, quando le sue mani la tradirono”; un estratto, questo del racconto della Cicchinelli, genuino, sincero, che mostra la cruda realtà della lenta morte di una donna toccando, inoltre, la vera essenza di una vita duramente vissuta.
E’ il ritratto sereno e allo stesso tempo intenso di una madre forte e indomita, tratteggiato con poche istantanee che disegnano, nello spazio di un racconto, una intera esistenza. Anche le figure di contorno sono colte nei tratti essenziali e rendono vivo l’affresco di questo angolo di vita. “Armanda, invece, non s’impicciava, disinteressata alle umane vicende. Non amava sentire chiacchiere sulla sua famiglia e pretendeva che la condotta dei figli fosse esemplare. A messa la domenica, vestiti sobri e regole ferree. Ora, su quel letto, pensava a quanto sarebbe stata diversa la sua vita se… O forse no! Si lavora, si ama, si brucia per finire nel nulla “come panini imbottiti di terra”. E lei la terra l’aveva ben presente: ne conosceva l’odore, le asperità, la durezza, ma anche la vitalità nella gioia delle messi. E da brava contadina, dalla sua camera, tra disegni fatti dai nipoti a farle compagnia, era giusto tempo di bilanci”; un ritratto di asperità e dolcezza che colpisce e accarezza.
Un racconto vivido e ricco di vita vera, che rende con autenticità i pensieri e i sentimenti di una donna e tratteggia con maestria i tempi e le atmosfere della vita in campagna; la storia di una esistenza difficile tratteggiata con poche immagini, venata non tanto da rassegnazione quanto da una pacata consapevolezza che questa è la vita. Commovente e profondo, poi, è lo spunto finale che riporta i lettori ai valori, ai sentimenti e agli affetti veri nei rapporti umani vissuti veramente con il cuore di chi sa cosa significhi amare. “Bene, si disse, a fine rassegna, al diavolo il respiratore: era tempo di abbandonare quel corpo. I piedi erano gonfi, piagati, ma non sentiva dolore. Gli occhi spalancati sull’altrove, un ultimo sorso d’aria e il ruvido cuore s’arrese, nell’istante in cui una mano le cinse le spalle. Era il suo antico, unico amore, il padre dei suoi figli, l’adorato Giovannino, il solo che riusciva a sopportare le sue intemperanze, capace di affibbiare nomignoli divertenti ai suoi tanti difetti e di esaltare le rare virtù. Quel sant’uomo del marito aveva, per i suoi pregi, gli occhi di Linceo, mentre per i suoi difetti era cieco come Ipsèa. Giovannino, che spesso ultimamente era venuto a farle visita, era tornato a prenderla: e lei era pronta a seguirlo in una vita senza affanni”; una vita così povera, ma al tempo stesso tanto ricca di solidi sentimenti, come Giovannino che rappresenta l’immagine dell’amore eterno e che lenisce ogni dolore, anche quello dei calli sulle mani.
“Sì, La Madre è soltanto un racconto, il mio, di uno spaccato di vita vissuta, senza pretesa alcuna se non la volontà di ricordare e mettere a disposizione degli altri una vicenda che forse è più comune di quanto pensassi… Insomma, spero sia di qualche utilità per chi lo ha letto o lo leggerà”, ha dichiarato Orietta Cicchinelli e continua dicendo: “Tanti consensi, ma soprattutto, la cosa che mi rende ben più felice è aver toccato tanti cuori che come me, direttamente o non, hanno vissuto e attraversato le tante difficoltà che la vita ci presenta”.
Finalmente la Scrittura che così raramente si incontra tra le righe dei tanti libri stampati… Un pezzo di rara bellezza e di grande prova di stile… da leggere e rimanerne estasiati.







