A Roma un’installazione celebra i 60 anni della fisica italiana al CERN di Ginevra

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Fnm cubo LHC

Di Daniela Giannace

A Roma un’installazione celebra i 60 anni della fisica italiana al CERN di Ginevra

L’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare in collaborazione con il CERN mette in mostra gratuitamente l’installazione MEET LHC.

Dal 29 gennaio al 4 febbraio in piazza Mignanelli (nei pressi di piazza di Spagna), a Roma, i visitatori possono ammirare in maniera gratuita l’installazione MEET LHC, tra cui un componente originale del super-acceleratore LHC che ha permesso ai fisici di scoprire il bosone di Higgs. Una mostra fotografica dimostra il fondamentale contributo dell’Italia, grazie all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), nelle ricerche realizzate dal CERN di Ginevra. Il CERN, nato nel 1954, è il più importante centro di ricerca al mondo in fisica delle particelle, avendo tra i fondatori Edoardo Amaldi, uno dei “ragazzi di via Panisperna”. Così erano soprannominati, negli anni Trenta del Novecento, alcuni giovani fisici che presso il Regio istituto di fisica dell’Università di Roma, all’epoca collocato in via Panisperna, gettarono le basi per le successive realizzazioni del primo reattore nucleare e della bomba atomica.
Presso il CERN lavorano persone di ogni nazionalità, a dimostrazione del fatto che molti popoli possono convivere pacificamente fianco a fianco e collaborare per ricerche di rilievo internazionale. Tra loro, 1700 sono italiani, simbolo di quell’eccellenza che ha visto Carlo Rubbia, nel 1984, vincere il Premio Nobel per la scoperta dei bosoni W e Z, e Fabiola Gianotti (oggi direttore designato del CERN) annunciare la più recente scoperta del bosone di Higgs. Bisogna però sottolineare che, oltre queste due personalità di spicco, molti sono stati o sono tutt’ora gli italiani che ricoprono ruoli fondamentali all’interno del centro di ricerca, dando il loro piccolo o grande contributo alla storia della fisica moderna e contemporanea.

 

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