Di Giovanna Maria de Marco
“World of Fashion” – “World of good intention”
La moda come nobile risorsa per il dialogo interculturale tra Oriente ed Occidente
L’invito al dialogo tra i popoli e le culture arriva chiaro e con stile grazie al “World of Fashion”, sfilata internazionale che si svolge durante la settimana della moda a Roma presso il maestoso Hotel Regis. Un evento speciale che inverte le tendenze ed i pregiudizi che considerano la moda un qualcosa di effimero, passeggero e superficiale (come talvolta appare); e la riveste di un nobile significato, come ponte tra Oriente ed Occidente. La moda diviene inaspettato strumento di comunicazione per rilanciare i buoni propositi, per costruire occasioni d’incontro e di arricchimento artistico ed intellettuale. Mezzo ideale per unire arte, spettacolo e sfera sociale, la moda s’inserisce così in un evento che oltre al Fashion ha il fine solenne di promuovere il dialogo interculturale. Ancora una volta moda e bellezza insieme per salvare il mondo dalle minacce del pregiudizio e dalle ultime vicissitudini. In scena tessuti pregiati a ricordare la preziosità dello scambio interculturale. Tema centrale il bisogno di conoscenza reciproca come passo verso l’interazione e la condivisione per un incontro soddisfacente tra il mondo orientale e quello occidentale. A sfilare in passerella tanti nomi provenienti da Egitto, Libia, Dubai, Qatar, Libano, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Bahrain, Kuwait, Colombia, Paraguay, Argentina, Albania, Cipro, Bulgaria, Thailandia, Sudafrica, Tunisia, Cina ed Italia. La quattordicesima edizione del World of Fashion ha ospitato insieme al suo ideatore Nino Graziano Luca, ambasciatori, giornalisti, vari ospiti internazionali e talentuosi designer tra cui: Toufic Hatab, Xu Ye Juan, Nabil Younes.
Toufic Hatab famoso per aver vestito le principesse, ha ricevuto in quest’occasione, il premio per l’alta moda. Un grande riconoscimento per la sua carriera oltre che per la sua sfilata di abiti pieni di leggerezza, trasparenza e lucentezza. Il rosa nelle varie nuance dal cipria al fucsia, ed il verde nelle molteplici sfumature dal pistacchio, sino al verde alpino hanno dominato la sua passerella.
Tante curiosità in scena nelle sale del Regis, come ad esempio la nota stilista cinese Xu Ye Juan che produce in Italia anziché in Cina. Ha presentato a Roma il prêt–à–porter mischiato all’haute couture ed ispirato alla “neo declinazione del bello”. In scena, per lei, il blu nelle sue diverse gradazioni arricchite da volumi morbidi, leggeri, mischiati a luccichii ed alternati ad effetti “vedo non vedo”. Collezione piena di fascino e degna di ricevere il premio direttamente dalle mani di una tra le più note modelle libanesi.
Nabil Younes stilista libico che ha sfilato a Parigi, mantenendo vivo il sogno di approdare sulle passerelle italiane perché spinto dall’ammirazione dei grandi nomi italiani tra cui Armani e Versace, finalmente approda a Roma con una collezione oscillante tra il bianco, il cipria ed il color champagne. Tanto blu anche nei suoi abiti impreziositi di cinture rigide, con al centro un fiocco come elemento decorativo e pieno di luce quasi a riprendere superfici specchiate.
Awatif Alhai ha portato in scena il nero ed il dorato oltre a decori che hanno abbellito le chiome delle modelle. Tanto colore sugli abiti lunghi e stravaganti con giochi di volumi intorno al girovita e trasparenze sensuali. Anche Awatif si è aggiudicato il premio per questa sfilata direttamente dallo sceicco del Kwait.
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