A Roma, la mostra Metamorfosi presenta la visione dell’astratto e dell’interiorità da parte di due artisti slovacchi

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Di Daniela Giannace

A Roma, la mostra Metamorfosi presenta la visione dell’astratto e dell’interiorità da parte di due artisti slovacchi

Inaugurata l’esposizione di dipinti e sculture in vetro accompagnata dall’esibizione al pianoforte di un bambino prodigio.

Organizzato dall’Istituto Slovacco a Roma in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica Slovacca in Italia, si è tenuto proprio negli spazi di quest’ultima, in via dei Colli della Farnesina 144, a Roma, l’evento di apertura della mostra dal titolo Metamorfosi, dipinti e sculture in vetro degli artisti slovacchi Ingrid Zámečníková e Achilleas Sdoukos, a cura di Ivica Ruttkayová. L’inaugurazione, svoltasi giovedì 28 gennaio alle ore 19.30, è stata l’occasione per tutti i presenti di essere allietati dal concerto pianistico del giovanissimo talento slovacco Martin Chudada.
L’immaginario, il mondo interiore, la fragilità sono gli elementi che traspaiono dai dipinti di Ingrid Zámečníková, in cui un ruolo essenziale è rappresentato dalla luce che diventa quasi vivente, nel suo essere in grado di creare ed esprimersi, al di là dell’incertezza che deriva dalla meditazione sulla profondità e sull’infinito. Achilleas Sdoukos, invece, si orienta sulla lavorazione del vetro, essendo affascinato dalla vita interiore, dalle trasparenze e dai tagli di questo materiale, che si sposa perfettamente con il legno e la pietra. La mitologia antica diventa protagonista della sua vena creativa, che applica anche al design d’interni.
Martin Chudada, vero e proprio fenomeno nell’arte di suonare il pianoforte, nasce il 27 aprile 2001 a Žilina, in Slovacchia. Già all’età di cinque anni si affaccia al mondo della musica, iniziando a suonare il flauto. L’anno successivo si innamora letteralmente del pianoforte e a dieci anni tiene il suo primo concerto con l’Orchestra da camera di Žilina, suonando il Concerto in Fa minore di Bach sotto la direzione di Leoš Svárovský. Ha avuto come insegnante il famoso pianista e pedagogo Ivo Kahánek, e ha ottenuto diversi premi e riconoscimenti partecipando a vari concorsi.
La mostra Metamorfosi rimane aperta fino al 28 febbraio, e per poterla visitare occorre fissare un appuntamento scrivendo un’email a lubica.salvatova@mzv.sk.

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