Al Tate Modern il genio artistico e l’anticonformismo si riassumono in Robert Rauschenberg

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Di Isabella Tamponi

Al Tate Modern il genio artistico e l’anticonformismo si riassumono in Robert Rauschenberg

Londra, fino al 2 aprile 2017 la città ospiterà la prima retrospettiva (dopo la morte avvenuta nel 2008) dell’artista statunitense Robert Rauschenberg, pittore, scultore, incisore e fotografo, tra i principali interpreti della Pop Art (insieme a Andy Warhol, Roy Lichtenstein, James Rosenquist e Claes Oldemburg) e dell’Espressionismo Astratto del dopoguerra, ancora oggi estremamente influente nel mondo dell’arte contemporanea.

L’esibizione, organizzata dalla Tate Modern, in collaborazione con il Museum of Modern Art di New York e il nuovo SFMoMA di San Francisco, si articola attraverso un percorso di oltre 70 opere provenienti dalle più importanti collezioni internazionali (pubbliche e private). Ogni capitolo della sua carriera artistica è messo in luce da opere iconiche e di grande significato che comprendono serigrafie e dipinti di grandi dimensioni.

Muovendosi tra pittura, scultura, fotografia, tipografia, tecnologia, design e performance, l’artista ha sempre rifiutato i confini convenzionali. Ha, infatti, concentrato la sua attenzione su argomenti e oggetti appartenenti alla cultura popolare e di massa, che ha inserito nei suoi lavori mettendo insieme pittura, serigrafia, oggetti trovati per caso, giornali, immagini di politici, uomini sportivi e pop star.

La mostra inizia attraverso i primi esperimenti di Rauschenberg al Black Mountain College, dove ha intrapreso le sue prime collaborazioni con altri artisti e amici (come John Cage, Merce Cunningham, Jasper Johns, David Tudor, Cy Twombly e Susan Weil). Viene mostrato anche il lavoro sviluppato con la Experiments in Art and Technology (E.A.T), un’organizzazione di cui è stato fondatore e che vede collaborazioni tra artisti e ingegneri. I suoi Cardboards (1971–1972) e le famose opere tessili come Jammers (1975–1976) dimostrano un utilizzo sapiente di materiali non convenzionali. Vi sono anche i noti Combine-paintings, ibridi tra pittura e scultura, tra cui il famosissimo Monogram (1955-1959), opera tridimensionale realizzata con un collage di legni di recupero, in parte dipinti a larghe pennellate, in parte utilizzati con porzioni delle loro scritte originarie, e Bed (1955), in cui ha riproposto un letto vero e proprio, su cui ha eseguito violente pennellate di colore. Sono esposte anche le serigrafie che hanno segnato l’impegno di Rauschenberg per l’attivismo politico, tra cui Retroactive II del 1964, che ritrae John F. Kennedy, poco dopo essere stato assassinato.

Inoltre, le performance e la danza vengono messe in mostra con la documentazione delle sue collaborazioni con Merce Cunningham e Trisha Brown. In concomitanza, infatti, il 27 e 28 gennaio 2017, la Trisha Brown Dance Company porterà di nuovo in scena l’importante lavoro Set and Reset con la serie originale e i costumi creati da Robert Rauschenberg.