Alla scoperta dei sapori di Oriana Tirabassi, la nuova executive chef dell’Aleph Rome Hotel

Oriana Tirabassi porta nella cucina italiana il tocco di esotismo della cultura orientale, in una nuova esperienza culinaria da gustare nelle tavole dell’Aleph Rome Hotel
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Dopo un recente restauro, riapre l’Aleph Rome Hotel, parte dell’esclusivo brand Curio Collection by Hilton. Meticolosa è stata la scelta della nuova executive chef: una figura che fosse in linea con i tre punti salienti della filosofia della struttura: tradizione, innovazione e ricerca.

Per ricoprire questo ruolo cruciale è stata scelta Oriana Tirabassi, nata a San Benedetto del Tronto e trasferitasi in oriente nel 2008, dove è venuta in contatto con l’arte culinaria indiana, indonesiana, thailandese e giapponese. La sua cucina ha radici salde nella tradizione italiana, alla quale aggiunge tecniche di lavorazione di stampo orientale, nonché la meticolosità del food design tipicamente asiatica.

Grande attenzione anche alle materie prima, un imprinting che la Tirabassi ha avuto in tenera età, quando lavorava all’orto di famiglia. Inizia la sua carriera negli anni ’80, ad Ascoli Piceno, ma il suo stile si affina durante i viaggi in oriente e non. “Sono stata a Los Angeles, Las Vegas, Miami, Francia, Germania, India, Bankok, Indonesia e Bali, Hong Kong, Middle East, Giappone e naturalmente Roma, a casa”.

La sua è una cucina di “influenze e richiami”, volta ad esaltare la tradizione italiana, nonché attenta alla stagionalità ed al rispetto del prodotto. Nelle parole della Chef: “Mi piace avvicinare le culture culinarie orientali alla nostra cucina ed a quello che a noi piace. Non voglio andare troppo a trasformare i piatti, li voglio piuttosto ripulire delle elaborazioni, rendendoli più semplici, in modo da lasciare la voglia di andare avanti con il secondo piatto, il terzo, il quarto”.

Ed è così che prendono forma mix atipici ed invitanti come il Budino di Triglia, ovvero una sorta di pudding di sushi ripieno di vegetali realizzato con triglia e colatura di alici. O, ancora, una pagnottella casereccia, su modello dei pani giapponesi, che contiene un cuore di cacio e pepe, tipicamente italiano.

Così, questa cucina riesce a legare insieme storie e tradizioni diverse, fra ricordi d’infanzia e qualche cartolina dall’estero.

Leggi l’intervista esclusiva del nostro direttore, Barbara Molinario