Il Forte Prenestino è molto veg!

Una cena sociale vegan con prodotti bio e a KM 0
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A Roma esiste un posto, un luogo-non luogo e cercherò di esprimermi meglio, nel senso…esiste, perché è centro nevralgico di energie e di scambi incredibili. Le proposte del Forte Prenestino, quello che offre come attività, variano, spaziano e riguardano tutte, fondamentalmente il sociale.

Io non ho interesse alcuno nella politica, scelgo come alzarmi la mattina e mi reputo una ragazza dalle vedute ampie. Credo, spero ed ho sempre combattuto per essere una persona libera, senza preconcetti né pregiudizi nei confronti di quello che mi si presenta. È certo che mi ci faccio un’idea o un pensiero riguardo ciò che vivo, seguendo anche quello che una certa situazione mi trasmette, cercando quel mix difficile, quell’improbabile equilibrio tra sensibilità e razionalità. Detto questo, mi è capitato più volte di recarmi al Forte Prenestino, per la sagra del peperoncino del 30 Settembre, per esempio. Un’esplosione gioiosissima  di colori  e sapori. Era davvero bello vagare per le bancarelle gremite, con la musica di sottofondo e chiacchierare con i piccoli produttori, entusiasti di esporre i loro prodotti. H assaggiato tante delizie circondata da una folla incredibile, senza un target preciso e mi è piaciuto molto per questo.
Spesso si va nei posti sapendo esattamente che tipo di persone troveremo e questo a me personalmente mette un po’ tristezza perché odio le categorie. Purtroppo, la maggior parte delle volte, siamo noi stessi a crearle e poi a rimanerne vittime; però al Forte Prenestino non è così, si respira un’aria diversa, è uno spazio davvero svincolato e rispecchia l’idea di libertà in cui credo!
Chiacchierando qui e li, mentre assaporo ingorda la mia crocetta vegana, mi rendo conto che tanti stand propongono cibi Vegani o Vegetariani e, come spesso mi capita di fare, spinta dalla mia curiosità, riesco ad intercettare le cuoche del Forte Prenestino: Bia e Adriana! Bia mi ospita nel suo camper e ci facciamo una chiacchiera. Di origini Calabresi, è cresciuta con una mamma che le ha trasmesso fin dalla tenera età la passione per la cucina: “Era il suo modo di comunicarmi l’amore e se qualcosa mi piaceva, finiva per prepararmela in tutte le salse”. Bia non ha dovuto mai preparare nulla, fino a che la mamma, allo strenuo delle forze, le chiese di preparare qualcosa da mangiare:  “Lì mi sono resa conto che stava davvero male”, mi dice. Sento che qualcosa nella sua voce si fa più dolce: “Pensavo mi dicesse ‘ma che è sta schifezza’, invece mi ha chiesto come l’avevo preparato ed ho capito che avevo creato qualcosa di davvero buono!”. Così nasce la passione verso la cucina, dove lei mescola con entusiasmo il suo bagaglio, le sue radici calabresi e la sua voglia di sperimentare cose nuove. È una ricercatrice sperimentale, come tutti i grandi cuochi. Il suo passato da culturista, l’attenzione spasmodica, la diligenza (che questo sport richiede verso l’alimentazione) e la scelta accurata della dieta da seguire, ha sviluppato in lei un eccellente palato, che sfrutta per ricercare l’equilibrio dei sapori nelle sue ricette. Nella cucina del Forte Prenestino, Bia e Adriana indagano. Vengono, infatti, preparati  “in casa” formaggi vegani, così come il Seitan. Tutti i prodotti scelti sono Bio e prediligono le materie prime a KM 0, cercando di acquistare gli alimenti coltivati dai piccoli produttori locali. Prediligono una cucina con un bassissimo contenuto di grassi e proteine animali e il giovedì c’è la cena completamente Veg.”Vieni?”. Che domande, certo!
 
La serata del giovedì è rilassata e la cucina a vista mi ispira fiducia. Sembra di stare a casa di amici che ci hanno invitato nel loro rifugio. Il Forte è davvero difficile da descrivere, sembra una bolla sospesa ed io avverto una vitalità occulta che non riesco a esprimere! Comunque, Bia e Adriana spadellano concentrate, sottofondo la musica reggae e qualcuno che zompetta sotto braccio. Mi invitano a ballare: ci penso un attimo. In realtà ho una fame assurda e sono molto concentrata sulla mia scelta finale. Il costo massimo di un  piatto è di 4 euro, io ho cenato con 6 euro. Ho assaggiato una cicoria OTTIMA, come davvero non mai: rustica, leggermente amarognola, cotta a puntino con le patate… davvero BONA! Poi mi sono buttata sugli spaghetti con la zucca, di cui mi sono fatta mandare la ricetta dalle ragazze, perché squisita. Sono rimasta davvero stupita: una cucina che sceglie i prodotti con così tanto amore e consapevolezza, rispettando il ciclo della natura, offrendo la possibilità di cenare con materie prime di qualità ad un prezzo davvero “sociale”. Consiglio a tutti i veg e non di affacciarsi per una serata semplice ma di qualità, ringrazio la disponibilità delle ragazze a raccontarmi di loro. Ho apprezzato la spontaneità e l’informità del tutto. Mi è rimasta la voglia di tornarci, ma la prossima volta prima di cena due zompi me li faccio! 
 
Ricetta: Fettuccine con crema di cavolo nero
(come variante a volte ho utilizzato dei broccoletti)
Occorrono: dadini di zucca, mandorle scaglie di limone e chicchi di melograno. Per prima cosa, lavo la verdura e l’affogo in padella con olio, aglio ed un pizzico di peperoncino. A cottura ultimata, mantenendo l’acqua che la verdura ha rilasciato, con l’aiuto del minipimer ottengo la crema, poi pulisco la zucca e la taglio a dadini. Spadello, sempre con l’aglio, e a cottura quasi ultimata, grattugio della scorza di limone. Ora procedo a pulire il melograno, tostare e sminuzzare le mandorle. Butto la pasta in pentola e la scolo mantenendo sempre un po’ di acqua di cottura. Infine, vado a mantegare con amore. Buon appetito!
 
A cura di Noreen Loiacono e Delfina Mingione