Cosmoprof trend: lo zafferano diventa beauty con Tindora Cosmetics!

Bio e ipertecnologie per un prodotto prezioso che nasce e valorizza le terre abruzzesi.
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Oro rosso, lo zafferano diventa beauty e approda al Cosmoprof di Bologna. A realizzare la prima linea in Italia di creme biotecnologiche di alta gamma a base di “zafferano de l’Aquila D.o.p.” è Tindora Cosmetics, brand che produce nel territorio abruzzese colpito dal sisma nel 2009.

In occasione dell’evento più glam dell’anno ha presentato un prodotto unico, realizzato con tecniche produttive avanzate e ipertecnologiche, che comprende prebiotici, probiotici ed elementi come l’acido ialuronico e altri eccipienti naturali provenienti dalla coltivazione dello zafferano, re degli antiossidanti, utilizzato anche da Cleopatra nell’antico Egitto.

Siamo orgogliosi di aver partecipato a questo importante appuntamento internazionale” – spiega Matteo Ioannucci, giovane Ad di Tindora Cosmetics – “Per noi il valore della bellezza viene prima di ogni cosa e il Cosmoprof è stata un’occasione unica per presentare una gamma di prodotti le cui fasi di lavorazione avvengono attraverso un sistema di produzione non intensivo, che rispetta la natura e mantiene vive le antiche tradizioni del territorio”.

I prodotti Tindora, il cui nome si riferisce alla sfumatura oro che acquista la pelle a seguito del loro utilizzo, hanno ottenuto la certificazione dell’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica (Aiab); un riconoscimento che valorizza il prodotto e le sue componenti, che mirano alla salute e al benessere attraverso l’utilizzo di principi attivi esistenti in prodotti naturali e vegetali, senza sprechi e molto attenti alla salvaguardia della natura e del corpo.

La filosofia che muove Tindora Cosmetics è rivolta anche alla valorizzazione del territorio e all’incentivazione dell’occupazione, in quanto promuove la produzione locale: grazie alla partnership con il Consorzio per la tutela dello zafferano D.o.p. dell’Aquila e la Cooperativa Altopiano di Navelli, Tindora Cosmetics finanzia l’acquisto di bulbi di zafferano da parte di giovani imprenditori locali che vorranno avviare nuove coltivazioni della preziosa spezia nell’area.

I prodotti Tindora si possono trovare online o nelle migliori Spa e Alberghi a 5 stelle, in quanto rappresentano un prodotto di nicchia, la cui produzione è limitata e preziosa.

Il nostro direttore, Barbara Molinario, ha incontrato Fiorella Basile e Luca Ioannucci, che insieme a Matteo Ioannucci sono i fondatori di Tindora.

Come nasce Tindora?

Luca Ioannucci: Il sisma del 2009 ha portato gravi difficoltà, sia sociali che economiche, al nostro paese. Per aiutare la nostra città abbiamo creato questa linea la cui caratteristica è esaltare l’oro rosso, ovvero una delle più importanti varietà di zafferano a livello mondiale, lo zafferano dell’Aquila Dop; e non solo a livello culinario. Le caratteristiche organolettiche, o della pianta officinale, lo rendono unico. Contiene, infatti, antiossidanti come i carotenoidi. Lo zafferano combatte i radicali liberi.

Quali sono le proprietà dello zafferano?

Fiorella Basile: È antiossidante, rivitalizzante e veicolante per tutti gli altri ingredienti che abbiamo inserito nel prodotto, come l’acido ialuronico per esempio. Il nostro è un mix di prodotti bio e naturali con certificazione AIA. È importante sottolineare che noi siamo l’unica azienda ad avere l’esclusiva sullo zafferano dell’Aquila Dop. In cambio, sentiamo l’esigenza di valorizzare il nostro territorio. Abbiamo partecipato ad un investimento il cui scopo è acquistare bulbi ed incentivare i giovani a creare delle start-up per coltivare lo zafferano.

Dove si possono trovare questi prodotti?

Luca Ioannucci: La linea è appena uscita ed è disponibile sul nostro e-commerce. Fiorella Basile: Nel prossimo futuro, abbiamo in mente di posizionarlo in un mercato di nicchia, quindi sarà reperibile presso profumerie selezionate, farmacie di alto livello, SPA ed hotel a cinque stelle.

Si tratta dunque di un prodotto “per pochi”…

Luca Ioannucci: Si, un prodotto riservato. La quantità di zafferano è poca e non consente una vasta produzione. In media si aggira attorno ai venti chili l’anno.

Da dove deriva il nome Tindora

Luca Ioannucci: I pistilli di zafferano, in antichità, venivano usati dalla regina d’Egitto, Cleopatra, per indorare la pelle. Da qui il nome Tindora.