Intervista a Morgane Mentil, autrice del romanzo La scelta

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Morgane Mentil è una scrittrice appassionata di narrativa di genere, cinema e musica. È inoltre un’insegnante di yoga e blogger. Sul suo sito internet www.morganementil.com pubblica articoli a tema letterario e propone interessanti riflessioni sul self-publishing e sull’importanza di sostenere gli scrittori emergenti.

La Scelta è il romanzo d’esordio di Morgane Mentil, in cui narra di uno scontro epico tra la luce e l’oscurità, e di un incontro tra esseri mortali e immortali che ridefiniranno i confini tra bene e male.

«La Scelta è un paranormal romance dai tratti apocalittici, che focalizza la sua attenzione sulla forza interiore degli esseri umani, e sull’importanza dell’amore, dell’amicizia e dell’accettazione del diverso. Un romanzo che da un certo punto di vista si può definire “mistico”, perché racconta del viaggio fisico e spirituale che ogni personaggio compie per trovare il sé più autentico. Ci parli più nel dettaglio della tua opera, e dei motivi per cui l’hai scritta?».

La Scelta ha avuto origine molti anni fa, da un sogno che mi colpì molto e mi lasciò con l’esigenza di realizzare un’opera narrativa e di disegnarne i personaggi. Il seme della vicenda si è sviluppato parecchio tempo dopo e, all’idea primitiva di una travagliata storia d’amore ambientata fra la città e i ghiacci in un contesto di indagini, battaglie e avventure, si sono sommate le vicissitudini della vita reale nonché le riflessioni che ho avuto modo di approfondire tramite studio ed esperienze. Quindi, all’esigenza personale di scrivere, passione risalente all’infanzia, si è affiancato il desiderio di condividere con i lettori i temi per me importanti.

«Ne La Scelta si assiste alle vicende di vita di personaggi interessanti, originali e ben caratterizzati. Tra questi il personaggio di Mita/Vincent emerge per la sua intima trasformazione, per l’importanza che riveste per lui il libero arbitrio e per la dedizione e lo spirito di sacrificio verso la sua famiglia e la donna che ama. Chi è Mita? Che cosa lo rende un personaggio tanto speciale?».

Mita, è ben più dell’essere invincibile e immortale destinato a succedere al padre in un ordine sovrannaturale e terribile. E’ un eletto, certo, ma nasce anche come un burattino fra le mani di colui che l’ha generato. Ciononostante, in lui alberga da sempre un barlume vitale in netto contrasto con la morte e la distruzione inferte dalla sua specie. Una volta sulla Terra, il prescelto è incaricato di mescolarsi agli umani e per fare questo è costretto a rinunciare ad alcuni dei suoi speciali poteri. Di contro, la sua predisposizione a concepire le situazioni da un punto di vista più ampio rispetto alla semplice sete di conquista – e di sopravvivenza – , lo porta a scoprire dentro di sé una grande affinità con gli abitanti del pianeta nonché un’esigenza indomabile di vivere in un modo nuovo. Qui subentra l’aspetto più distopico e fantascientifico del romanzo, ossia l’influsso di Vincent Grave, l’uomo a cui Mita ha sottratto le sembianze; Vincent è il debole umano che, dal cantuccio sacrificato all’interno di un corpo ormai quasi interamente abitato dell’invasore, è in grado di comunicare con l’occupante in un modo impercettibile e straordinario. La forza di Vincent, unita a quella di Sarah e alla saggezza innata di Mita, innescheranno la scintilla di un cambiamento cruciale per l’evoluzione del personaggio e del romanzo.

«Il personaggio di Sarah Terenzi è il vero faro che illumina anche i momenti più oscuri del romanzo La Scelta. Una giovane donna coraggiosa e intrepida che mette a rischio la sua stessa vita per il bene comune. A chi ti sei ispirata per delineare la sua caratterizzazione?».

Grazie per le belle parole per Sarah. La protagonista del romanzo è unica e non è stato semplice delinearla. E’ una donna di oggi, impegnata nel lavoro e con poco tempo per se stessa. E’ sensibile e onesta, ma anche testarda e curiosa. Gli eventi terribili di cui si ritrova testimone la stravolgono e le forniscono la spinta per attingere a nuove forze. Qualcosa di simile le accade sul versante sentimentale. Inaspettatamente, Sarah si innamora di un uomo incontrato e subito dopo perso, un tizio bellissimo e misterioso a cui è difficile restare indifferenti. Spiazzata, non rinuncia a cercarlo e, una volta ritrovato, si adopera a indagare su di lui, poco convinta di alcuni insoliti atteggiamenti. L’eroina de La Scelta ha preteso sin dall’inizio il rispetto per le sue decisioni. Da scrittrice, ho litigato con lei, non comprendendo nell’immediato le motivazioni di certi suoi comportamenti, in parte distanti dal mio modo di essere e di concepire in origine il personaggio. A un certo punto ci siamo chiarite, abbiamo fatto pace e Sarah mi ha mostrato le sue ragioni. Lei è una guerriera pur non ostentandolo, è una predestinata pur mantenendo una grande umiltà. E’ una donna che segue il sesto senso e si mette in gioco, dimostrando che uscendo dagli schemi è possibile trovare una soluzione, e addirittura, diventare il perno della salvezza della Terra.

«Quali opere e autori hanno influenzato la costruzione della trama del romanzo La scelta?».

La stesura del libro ha avuto origine qualche anno fa, in un periodo in cui ero molto coinvolta dal fascino del famosissimo “Il Signore degli Anelli” di J. R. R. Tolkien. La Scelta si apre con la dedica: “a chi, per quanto piccolo, non rinuncia a credere di poter fare la differenza.” Mi piacciono le storie in cui chi parte sfavorito può cambiare le sorti del mondo e questo lo devo in buona parte a Frodo Baggins. La mia intenzione era di creare un romanzo di speranza in cui i terrestri, seppur in notevole svantaggio rispetto a invasori sconosciuti e incontrastabili, fossero in grado di attingere a specifiche risorse per vincere sul male. Per quanto riguarda il personaggio di Mita, mi sono ispirata alle atmosfere gotiche e al protagonista struggente del film cult della mia adolescenza, Il Corvo di Alex Proyas, tratto dall’omonimo fumetto. 

«Ne La Scelta si pone spesso l’accento sulla necessità di accettare la diversità, perché fonte di arricchimento e di conoscenza; nell’incontro/scontro tra due realtà tanto diverse come quelle della famiglia soprannaturale di Mita e il genere umano, sono alla fine i punti di contatto che emergono e vincono sulla violenza e l’intolleranza. Ognuno si scopre speciale, soprattutto nelle proprie fragilità, e attraverso il dolore e la perdita si svela una forza interiore e una capacità d’amare contro i quali la forza bruta non ha alcuna possibilità. Quali sono gli altri messaggi che propone il romanzo?».

Uno dei messaggi più importanti del romanzo è la conquista della libertà di essere se stessi. Se ci riconosciamo e viviamo secondo il nostro sentire e non in base alle decisioni di qualcun altro, possiamo entrare nel flusso naturale delle cose e aggiustare ciò che non funziona. L’accettazione di sé è un passo fondamentale e difficilissimo per ogni individuo, specie al pensiero del confronto con coloro a cui si è legati, nel timore di deluderli o di perderne l’approvazione. Mita, nell’opporsi al padre tiranno e a un destino ormai segnato, è un grande esempio di coraggio e coerenza. Sarah è ancora più valorosa nel momento in cui accetta di amare proprio il maggior nemico del pianeta, impegnandosi addirittura a comprenderne il punto di vista. Questo le permette di notare in Mita la scintilla di luce e di attivarla, dando origine alla trasformazione di una situazione in apparenza irrisolvibile.

«Che cosa significa per te scrivere e inventare storie? Quando hai deciso che la scrittura sarebbe diventata più di una semplice passione?»

Scrivo sin da quando ero piccola ma soltanto da adulta ho avuto gli strumenti – interiori e pratici – per realizzare un romanzo. Scrivere è prima di tutto un’esigenza. È una forza creativa che non si può tenere dentro. E’ un gesto di profonda connessione con la propria anima ma anche un atto che richiede metodo, cura, dedizione, pazienza e tanto studio. Qualche anno fa ho realizzato di essere pronta per mettere su carta la passione di una vita, trasferendola così dall’interno all’esterno. Da quel momento in avanti non ho più avuto dubbi e la scrittura è diventata parte attiva della mia esistenza.

«Qual è il significato profondo che si cela dietro il titolo del tuo romanzo “La scelta”?»

La Scelta è il tema principe del romanzo e, allo stesso tempo, il concetto che anticipa se stesso: ho la possibilità di scegliere? E ancora: sono obbligato a scegliere oppure posso vivere con i contrasti? La copertina del libro è auto esplicativa: luce e buio, noto e ignoto, confini e infinito. Mondi destinati a rimanere lontani, a scontrarsi o magari, chissà, a incontrarsi. Un macro concetto che si riflette sul nostro modo di pensare e di agire. Tendiamo a etichettare il bene e il male, il giusto e lo sbagliato, la ragione e il torto, noi e loro, e così via. Ci risulta invece più complicato riconoscere negli opposti gli aspetti di una stessa unità, due elementi imprescindibili l’uno dall’altro. Questo pensiero è ben espresso dal personaggio di Ruvo, negli ultimi capitoli del libro:

“Tu eri la sua luce. Il bene e il male. Il giorno e la notte. Voi due, insieme, eravate completi. E così lui è cambiato. È diventato più luminoso. E tu hai accettato la sua oscurità. Un equilibrio perfetto.” – Morgane Mentil

Titolo: La Scelta

Autore: Morgane Mentil

Genere: Paranormal romance

Casa Editrice: Self-publishing

Pagine: 336

Codice ISBN: 9781973473862

Contatti Morgane Mentil:

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Intervista a cura di Fabiana Leopoldi