Paris Men’s Fashion Week in sette tendenze

La settimana della moda uomo primavera/estate 2020 giunge sulle strade della capitale francese
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Ed è con Paris Men’s Fashion Week che si chiude il mese dedicato alla moda maschile, nel quale sono state presentate le collezioni primavera/estate 2020.

Rispetto a Milano, la moda francese si dimostra essere più audace, soprattutto nelle collezioni provocatorie di Vetements, nel concept fuori dagli schemi di Palomo Spain o nel design aggressivo di Rick Owens. Non è di certo sacrificato l’aspetto sartoriale, soprattutto nelle suite dal fit perfetto di Dior, nei capispalla di Balmain o nei completi Berluti. Quali sono le tendenze di punta che hanno sfilato durante Paris Men’s Fashion Week? Cosa indosserà l’uomo per la prossima primavera/estate 2020? Quali le più indossabili e quali resteranno sulle grucce delle boutique?

Paris Men’s Fashion Week: sette trend da passerella

Si ai colori pastello!

Cari uomini non abbiate timore di apparire meno mascolini con indosso delle tinte pastello. Dal menta al celeste: i colori pastello si mixano fra loro con capi monocromatici come da Louis Vuitton o sulle suite come quelle di Ann Demeulemeester o Berluti. Si affiancano anche a pattern, check, stampe grafiche o floreali. L’outfit si può spezzare abbinando il pastello a bianco, nero o scuri semplici.

È primavera, vogliamo i fiori!

Acne Studio propone un motivo floreale vintage in stile liberty e, con un colpo di azzardo, abbina pantaloni in pelle. Forse un accostamento un tantinello pesante, ma la fantasia liberty è un classico che si presta a molte altre alternative come il denim o semplici tessuti in lino e/o cotone. Già da qualche stagione è stato riproposto da Dior il motivo Toile De Jouy, che ha debuttato nelle collezioni donna. Questo stampato bucolico fu un classico francese del XVIII secolo, usato in special modo per tappezzeria ed arredamento. Il tripudio dei fiori rimane comunque la romantica collezione di Louis Vuitton. Virgil Abloh sta facendo sempre più suo il linguaggio della couture, del lusso e della sartorialità. Fiori su stampe patchwork, fiori ricamati sui completi, fiori freschi da indossare, per decorare borse a mano o semplicemente da cogliere sui campi e regalare alla propria metà.

E la taglia? È over!

Se le t-shirt dei rapper anni ’90 vi erano sembrate piuttosto larghe e lunghe, non avete ancora visto quelle presentate da Vetements durante Paris Men’s Fashion Week! Oversize è la parola d’ordine dell’intera collezione che attraversa anche il tema del capitalismo: da McDonald al logo Heineken/Vetements o quello di Internet Explorer. Palomo Spain presenta una serie di abiti non particolarmente wearable, ma certamente di grande effetto. L’uomo si scrolla di dosso l’appartenenza di genere ed indossa tagli più femminili ispirati all’estetica vittoriana, come la camicia con maniche bombate oversize. Parlando di ciò che, al contrario, si può portare con più facilità, ci soffermiamo su Raf Simons i cui pull extra large sono ormai un classico da passerella.

Super disco: tessuti laminati.

Che si tratti di un dettaglio, di un accessorio o di un capo, il laminato è un elemento che rende un outfit immediatamente super cool. Da Balmain il metallizzato è un po’ all over. A noi sono piaciuti moltissimo i pantaloni con cavallo basso argentati, che sono stati abbinati ad una felpa logo rivestita in PVC. JW Anderson opta per il dorato sulla tote bag morbida da portare a mano, mentre da Rick Owens un blazer kimono con maxi tasche ad effetto invecchiato.

Più tasche hai, meglio è.

Multi pocket: un trend che investe sulla praticità. Dai classici pantaloni cargo di Dries Van Noten, alla giacca plissettata di Louis Vuitton. Da Vuitton, non solo multi tasche, anche multi bags con doppi marsupi… per chi ha davvero un sacco di cose da portarsi dietro! Yohji Yamamoto presenta tasche più discrete che conferiscono ai capi un’estetica grunge contemporanea.

Check and…go!

Il motivo check è un classico, un’icona intramontabile. Sulle passerelle di Paris Men’s Fashion Week lo abbiamo incontrato in versione vichy da Acne Studios, abbinato a pantaloni sartoriali e mocassino. Dries Van Noten presenta il tartan affiancato a stampe macro con fiori tropicali; mentre Raf Simons propone un’estetica più metropolitana con bermuda over e pullover.

The art side.

Il connubio moda-arte è da sempre un elemento caratterizzante in passerella. Per la stagione primavera estate 2020, Virgil Abloh porta da Off-White la graffiti art della cultura hip hop, in collaborazione con l’artista newyorkese Futura aka Lenny McGurr. Pierpaolo Piccioli, per la prossima primavera di Valentino, fa, invece, un viaggio attraverso il progressive rock degli anni ’70. Protagoniste sono le copertine dai paesaggi psichedelici di Roger Dean, che ha curato gli storici artwork di svariate band prog come Yes o Gentle Giant. L’arte astratta delle stampe Yohji Yamamoto è più cupa. Il designer ha infatti dichiarato che non crede il pianeta sopravviverà a lungo e che probabilmente i suoi figli o nipoti saranno testimoni della fine della terra per come la conosciamo.