“Streets of Tokyo”: il nuovo album dei The Yellow, la band golden pop italiana

È uscito “Streets of Tokyo”, il secondo album del gruppo pop The Yellow.
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Una freschezza del suono, intrisa di matrice britpop e venature elettropop. I The Yellow, una band golden pop italiana fondata nel 2012 da Gianluca Damiani (voce/chitarra acustica/piano/programming) e Francesco Andrea Loiacono (chitarra elettrica/synth/programming), non sbagliano un colpo e ci lasciano seduti ad ascoltare un album calibrato su sfumature e attenzioni musicali di alto livello.

 
La band è uscita con “The Streets of Tokyo” (La Lumaca Dischi, distribuzione Audioglobe), un album maturo e sempre a tono con il loro stile e l’animo disseminato di impulsi elettrici e sperimentazioni sullo stile pop che li contraddistingue. Ritmi intensi e cantato anglofono, con suoni che si fanno vibranti nel viaggio dei brani musicali e si nutrono di ritmi accattivanti e dinamici.
 

Streets of Tokyo: il nuovo album dei The Yellow

 
Streets of Tokyo” è composto da 12 brani (testi e musiche di Gianluca “Foster” Damiani e Francesco Loiacono, eccetto “2gether” di Gianluca “Foster” Damiani e Vincenzo Alessio Romano), cantati in inglese. La realtà  creata dall’ambientazione e dalla profondità dei  testi dell’album, segna per il gruppo un ulteriore passo in avanti verso la continua sperimentazione e ricerca sonora: le passate influenze britpop sono proposte attraverso un’autentica reinterpretazione del genere. Le progressioni ritmiche, le sonorità ’90s: ogni suono segue una direzione precisa che sfocia in brani lontani dalla rigidità delle strutture della canzone tradizionale.
 
Il brano di apertura è “2GETHER” che racconta la ricerca di uno stato di unione per risolvere le avversità. Segue “ACROSS THE SKY”, una richiesta di aiuto incentrata sull’evitare di commettere gli stessi errori che logorano sia dentro che fuori. “BLIND” si ricollega al tema della track precedente, ma entrando in una fase di lotta per sfuggire al “buio che ti acceca”. Con “HOPE” si passa ad una fase di speranza nel raggiungere la serenità, liberarsi dei fantasmi del passato e, con il successivo “BE STRONG”, trovare la forza di ritrovare un percorso per la rinascita. “UNTIL THE DAY”, racconta la positività, nonostante le difficoltà che ognuno di noi affronta nella vita, di trovare la giusta strada da percorrere. La titletrack “STREETS OF TOKYO” parla in prima persona di un “dolce ricordo” a seguito di un amore ormai perduto da anni, che ha lasciato una scia così luminosa da far ricordare ogni momento vissuto tra le strade di una qualsiasi città suggestiva (in questo caso TOKYO). Il brano “BREAKDOWN” incalza in una discesa libera, tutte le paure, gli inganni. Con “EVERYTHING CHANGES” si arriva alla consapevolezza del cambiamento, la presa di coscienza che tutto è realmente cambiato e bisogna accettarlo per quello che è. “NOMAD” è la fase di passaggio tra quello che è stato e quello che verrà. “TIDE” è la canzone con cui ci si focalizza sul non tralasciare quei piccoli errori che si fanno durante il percorso della vita che pur sembrando insignificanti, scatenano cambiamenti e avversità quasi insormontabili. L’album chiude con il brano strumentale evocativo “SHIBUYA”: Shibuya è un quartiere di Tokyo molto movimentato uno dei più frequentati del Giappone e lo strumentale vuole essere una sorta di colonna sonora che fa da sottofondo al calpestio delle migliaia di persone che ogni giorno attraversano il famoso incrocio.
 
La produzione artistica è a cura dei The Yellow e Miki Giove, quella esecutiva è dell’Ass. Calabrians City Rockers. Gli arrangiamenti sono di Francesco Cataldo, eccetto “Shibuya” (outro) e “Tide” di GianlucaFosterDamiani, Francesco Loiacono e Andrea Messina. Il mix è di Miki Giove e il Mastering di AndreaBernieDe Bernardi @ Eleven Mastering StudiosBusto Arsizio (Va). Ad alcuni brani hanno collaborato Giuseppe Antonacci alla batteria, Josh De Mita al basso, Andrea Messina (synth e programming), Roberto William Guglielmi al piano e Mirko Onofrio al sax. L’album rientra nella Programmazione Puglia Sounds Record 2019.
 

Scopriamo cosa i The Yellow hanno detto nella loro intervista a Fashion News Magazine riguardo l’uscita del loro nuovo album:

 
Nel 2012 avete fondato i The Yellow. Da cosa deriva la scelta di questo nome?
 
Si, il lontano 2012. Il nome The Yellow in realtà deriva da un gioco. Nella fisica esiste una corrispondenza fra suoni e quindi musica e colore e quindi spettro visivo. Sono tutte e due delle frequenze ma separate da qualche kilohertz fra di loro. Ci piace pensare a questa bella interazione fra musica, suoni, colori e immagini. Difatti, una buona metà del nostro spettacolo live è caratterizzato da una fusione fra musica e stimoli visivi”.
 
Sono ormai sette anni che lavorate insieme come band. Avete mai pensato di sperimentare il panorama musicale come solisti?
 
Più che come band, parlerei di The Yellow come un progetto musicale che nasce proprio con quell’intento. Durante questi anni ognuno di noi ha avuto la possibilità di approcciarsi a nuove collaborazioni con diverse realtà musicali e stili differenti, ma non c’è ancora stata questa volontà di esprimerci individualmente come solisti. Almeno per il momento”. 
 
Il nuovo album “Streets of Tokyo” rappresenta un viaggio introspettivo dell’uomo che vive, soffre, cade e si rialza, cercando di trovare la felicità e capendo che nella vita il cambiamento è inevitabile. Quanto c’è di autobiografico all’interno delle vostre canzoni?
 
Beh, inconsciamente, chi scrive, di solito, mette sempre un po’ di sé all’interno di un brano, qualcosa legata al proprio vissuto. In Streets of Tokyo, non sempre ci si palesa nei testi in maniera tale da poter definirlo un album autobiografico, ma involontariamente, tra le righe qualcosa viene fuori”.
 
La vostra musica è indirizzata verso continue sperimentazioni di sonorità elettropop. In cosa pensate di distinguervi come band rispetto agli altri gruppi musicali attualmente in essere nel panorama musicale pop?
 
Non abbiamo la presunzione di voler emergere a tutti i costi all’interno di un panorama musicale abbastanza saturo come in questo periodo storico. Facciamo il nostro a modo nostro senza farci influenzare, facciamo quello che più ci piace sperando che possa piacere anche a chi ci ascolta. Il resto poi viene da sé”.
 
Ora che “Streets of Tokyo” è uscito, vi state godendo il meritato successo oppure state già lavorando al vostro prossimo progetto musicale? Se si, quale?
 
Il nostro album è uscito appena un paio di mesi fa, per cui ci godiamo la nuova uscita senza pensare al successo inteso come “popolarità” ma piuttosto come “un qualcosa di bello che è accaduto”. Sicuramente non ci fermiamo mai, siamo sempre al lavoro, artisticamente parlando, nella scrittura e nella composizione, e chissà cosa accadrà in futuro”.
 
Italiani, ma lanciati nel panorama internazionale, i the Yellow amano le sfide e non sbagliano un colpo. Non ci resta che correre negli store, acquistare il loro album e apprezzare la loro musica.