London Fashion Week Men AW20: Ritorno al Futuro.

La London Fashion Week Men AW20 apre il calendario delle sfilate invernali e della nuova decade post Brexit, guardando al passato.
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Una settimana della moda peculiare, la London Fashion Week Men AW20, per vari motivi. Prime sfilate del decennio, post Brexit e post elezioni ( lo scorso 12 dicembre). Le collezioni viste in passerella infatti sono state ideate e prodotte, nei sei mesi passti, in un periodo incerto e tumultuoso pee il Regno Unito.

Questo spiega l’ispirazione comune di tutti gli stilisti; il proprio passato personale e sopratutto quello dell’infanzia ed adolescenza. Una London Fashion Week AW20, quindi, lontana da trend veri e propri ma unificata da un sentire comune. Inoltre, di nuovo, come l’edizione SS20, calendario snello, tre giorni scarsi, ma denso di nomi significativi. Per questa volte metteremo da parte quei brand il cui stile incarna la classica sartorialità inglese. Invece ci concentriamo su quelli che stanno sviluppando lo stile made in England.

Iniziamo da Bethany Williams, vincitrice del premio Stilista Moda Uomo Emergente ai Fashion Awards 2019 e finalista del premio LVMH. Una collezione che mescola streetwear, denim e maglieria. La particolarità del suo business model non è solo nella sostenibilità di tutti materiali ma sopratutto nelle associazioni di beneficenza con che producono gli abiti. Infatti, si va da detenute che imparano a tagliare e cucire ad associazioni che proteggono mamme e bambini bisognosi.

Proseguiamo con un altro nome familiare ai lettori di FNM, Edward Crutchley, vincitore del premio Woolmark. Ancora visibili nelle stampe gli echi della sua esperienza con gli artigiani giapponesi del premio vinto, in una collezione che aggiunge silhouette sartoriali mescolate a T-shirt e raffinati velluti.

Abbiamo parlato di ritorno al futuro e sguardo al passato. Astrid Andersen, Per Gotesson e Ahluwalia lo fanno in grande stile. La prima, stilista danese, guarda al 1971, quando a diciotto anni, lasciò casa e lo stato libero di Christiania fu fondato nel suo paese. La Andrsen usa il ricordo del divano rosa a fiori della nonna per le sue tute sport-luxe a cui mixa stampe camo e pelliccia sostenibile.

Per Gotesson, invece, si tuffa negli archivi di riviste e libri della biblioteca locale che ispirano i suoi capi di denim riciclato.

Infine Ahluwalia guarda alla sua famiglia di origine pakistana e al 1965, ispirandosi al lavoro grafico di Barabara Brown.

Finiamo la nostra carrellata con due brand che spiccano su tutti per creatività. Charles Jeffrey Loverboy e ART SCHOOL. Il primo, chiaro erede di Vivienne Westwood, fa sfilare una tribù di personaggi ispirati da uno viaggio in Scozia.

Art School crea una sflilata teatrale, con tanto di fumo e musica drammatica. Sfila una collezione gender fluid di completi sartoriali alternati a squisiti abiti da sera.

Questa London Fashion Week AW20 sarà difficile da eguagliare da parte di Pitti, Milano e Parigi, più orientate all’aspetto commerciale della moda uomo. Vedremo come proseguirà questo mese di menswear.