Denim Day, indosso jeans aderenti e non significa che sono consenziente!

Una giornata contro gli abusi sessuali.
0
628

Oggi vi parliamo del Denim Day, la giornata in cui tutte le donne indossano jeans aderenti per opporsi alla violenza sessuale e alla retorica del ‘te la sei cercata’. Perché non è ammissibile, perché la violenza non ha mai una giusta causa, perché i pregiudizi fanno schifo, perché la libertà è sacrosanta.

Sono tantissimi i ‘perché’ che ci chiamano a partecipare all’iniziativa

Nata negli Stati Uniti a seguito di un episodio avvenuto in Italia nel ’98, è oggi spopolata in tutto il mondo grazie ai social: una ragazzina viene abusata sessualmente dal suo istruttore di guida che, dopo essere stato condannato in primo grado, viene poi assolto; secondo il giudice, infatti, i jeans indossati quel giorno dalla ragazza erano troppo stretti e l’uomo non avrebbe potuto sfilarli da solo. La ragazza, dunque, era consenziente al rapporto.

No comment! Verrebbe da dire. Noi però commentiamo eccome e appoggiamo fortemente il movimento ‘Denim day’, così come hanno fatto tantissime TikToker e influencer (Chiara Ferragni in primis).

La protesta delle suddette si catapulta nei video postati sulla famosa piattaforma social della generazioneZ; generazione che, aldilà delle banalità, ha fatto nascere il movimento Friday for Future e sostiene Greta Thumberg. Tik Tok diventa quindi spazio di denuncia e, nel caso del ‘Denim day’, vede protagoniste (ahimé) moltissime ragazze vittime di violenza.

Prima la testimonianza agghiacciante (avevo 17 anni, era mio padre, era un amico di famiglia), poi un bel dito medio ai molestatori, come un urlo liberatorio!

I video sono tutti legati da un fil rouge: la consapevolezza di non essere complici; il tutto sulle note di ‘It’s Time’ degli Imagine Dragons, di jeans aderenti e di mani di vernice stampate come un marchio sul corpo. La cosa bellissima del ‘Denim day’ è che anche i ragazzi sostengono la causa, e a farlo sono in milioni. Segno che un mondo migliore è assolutamente possibile.

Chiara Ferragni, sensibile al tema, ha ricondiviso l’iniziativa partita su Tik Tok, invitando i followers ad aprirsi e a non vergognarsi per ciò che hanno subito.

La violenza non è una scelta, ci viene imposta. Non definisce chi siamo o chi saremo. No, non siamo soli. Sì, si può guarire e tornare a sorridere.