Edoardo Tresoldi rende Reggio Calabria protagonista della sua installazione

Un colonnato in rete metallica ridisegna il lungomare Falcomatà.
0
124

Si ispira ai principi dell’inclusione, dell’incontro e della socialità l’installazione permanente a cielo aperto che Edoardo Tresoldi ha realizzato a Reggio Calabria. Promossa e commissionata dal Comune e dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria, la scultura rappresenta il secondo grande intervento di committenza pubblica in Italia, dopo la Basilica di Siponto, e la seconda opera permanente in Calabria, dopo il Collezionista dei Venti a Pizzo Calabro.

La fisionomia dell’installazione

L’installazione, il cui nome è Opera, si compone di 46 colonne in rete metallica con altezza di 8 metri, su una superficie di circa 2500 metri quadrati che segue il lungomare Falcomatà di Reggio Calabria. Le colonne si rifanno al modello delle colonne degli antichi templi greci, e con le loro linee verticali si fondono con l’orizzontalità del mare, come in un dialogo tra terra e cielo.
Opera anima il parco del lungomare con interruzioni, sequenze, cambi di prospettiva, sovrapposizioni, luci, trasparenze. La rete metallica gioca un ruolo fondamentale nel rende evanescenti i contorni della scultura; proprio per questo, l’installazione non si impone sul contesto, anzi ne diventa parte integrante, in una dimensione spazio-temporale sospesa. Definita “un’agorà mentale che trasporta i visitatori in una dimensione percettiva mutevole tramite giochi di altezze e profondità con il parco”, Opera” è uno spazio di condivisione aperto sia ai cittadini che ai visitatori della città.

Le parole dell’artista

Edoardo Tresoldi, classe 1987, usa queste parole per raccontare come nasce la sua installazione: “Lavorando sull’idea dell’opera pubblica, volevo creare un monumento che celebrasse un momento quotidiano delle persone che vivono il lungomare. Il lungomare di Reggio Calabria è un luogo dove avvengono tante cose. C’è una relazione forte con gli elementi naturali dello Stretto: da lì si vedono la Sicilia e l’Etna per esempio e si possono ammirare una serie di fenomeni naturali che interagiscono con lo spazio. Ho voluto creare un monumento per celebrare la contemplazione dello Stretto e quindi giocare con gli elementi del parco in cui Opera si trova. Si tratta di un’architettura aperta che accompagna i momenti di contemplazione delle persone all’interno dello spazio”.