Si può essere cool ed eco-friendly? Intervistiamo Stefano Grasso di Botai, la startup artigianale e sostenibile che si è aggiudicata il Road to green Award 2020

Papillon, riuso e artigianalità
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Esiste una tipologia di compratore attento, che sceglie l’artigianalità alle produzioni di massa, che si distingue per uno stile unico e ricercato, a cui non importa essere come tutti e che ha un occhio di riguardo per i brand eco-sostenibili. È il tipo di cliente che potrebbe andare d’accordo con una realtà come Botai di Stefano Grasso, vincitore del Contest Road to Green 2020.

Le idee green vanno premiate

Come ogni anno, l’associazione no-profit di Barbara Molinario, in collaborazione con Accademia Del Lusso, premia un giovane talento che si è distinto per un progetto sostenibile ed innovativo. “Pensate che esistono abiti ottenuti dal recupero delle bucce delle arance. Noi come Accademia vogliamo sostenere e premiare la creatività green, per questo siamo onorati di essere al fianco di Road to green 2020 ormai da anni per questo concorso” ha dichiarato Rosanna Savastano, responsabile del Contest per Accademia del Lusso.

Da sinistra: Barbara Molinario (Presidente di Road to green 2020), Stefano Grasso (Botai) e Rosanna Savastano (Accademia Del Lusso)

About Botai

Botai è una startup artigianale di Ariano Irpino (AV) il cui marchio di fabbrica è il papillon… ma non parliamo del solito papillon! Questi, vengono realizzati nel laboratorio di Stefano Grasso utilizzando materiali riciclabili come legno, stoffe e resine eco-friendly. Abbiamo avuto il piacere di intervistare il creatore di questa entusiasmante nuova realtà artigianale dallo stile ricercato ed unico.

INTERVISTA A STEFANO GRASSO – BOTAI

Da una tavola di legno ad un accessorio fashion. Ci parli della genesi di Botai?

Botai nasce con la missione di utilizzare le tradizionali pratiche artigianali per lavorare materiali non convenzionali, come appunto vecchie tavole di legno e altri materiali di recupero, oltre a prodotti all’avanguardia come le resine epossidiche. Il risultato sono pezzi unici che uniscono stile e sostenibilità ambientale.

Non solo papillon: abbiamo visto anche ciondoli pendenti e fermacravatta fra le proposte di Botai. Nel futuro questa linea si amplierà di nuovi accessori?

Oltre a papillon e altri accessori personali, produciamo anche oggetti di arredamento e di design, come lampade, sottobicchieri e segnaposto per bar e ristoranti, tutto rigorosamente lavorato a mano e con materiali di recupero. Il limite è la fantasia, sempre nel rispetto della filosofia Botai, incentrata sul rispetto dell’ambiente e l’originalità dello stile.

Materie prime: ci parli di come procuri i materiali per le tue creazioni. Da dove vengono? Oltre il legno cosa utilizzi?

La materia prima ovvero il legno lo recuperiamo da una falegnameria industriale la quale molto spesso produce pezzi troppo piccoli per essere impiegati nell’attività di falegnameria. Oltre al legno utilizziamo per la produzione dei papillon classici tessuti naturali ed ecosostenibili e per i modelli più eccentrici la resina epossidica.

Botai ha vinto il contest Road to green 2020 in collaborazione con Accademia del Lusso. Questa “conferma” ti ha dato uno sprint per i prossimi progetti creativi?

Il riconoscimento ottenuto al Road To Green 2020 non è stato soltanto una conferma di quanto fatto finora, ma soprattutto un’ulteriore spinta a continuare a farlo sempre meglio. Un’ulteriore spinta sta arrivando dai fan sempre più numerosi che credono nella missione di Botai.

Oggi si parla molto di moda e sostenibilità. Dai circuiti pre-loved alle nuove fibre ecologiche. Credi sia possibile una vera e propria rivoluzione verso un sistema moda più Green o ci ritroveremo in una perenne lotta fra i tessuti sintetici del fast fashion e le nuove realtà artigianali?

Credo che la produzione di articoli fashion di massa non possa ancora prescindere da una produzione industriale tradizionale, nonostante anche le grandi aziende stiano puntando molto sulla sostenibilità. Gli articoli di artigianato, proprio in quanto sono pezzi unici lavorati a mano, si scontrano con costi superiori alla media e una bassa scalabilità. È importante capire però che stiamo parlando di cose diverse. Chi acquista un papillon Botai, ad esempio, non vuole semplicemente indossare un accessorio alla moda, ma comunicare un modo di essere, identificarsi in un qualcosa di originale, green e, soprattutto, unico.