“Diario di una trans”: la beauty blogger Enrica Scielzo si racconta a FNM attraverso la nascita del suo blog e la scrittura del suo libro

A due settimane dall’uscita del suo libro “Diario di una trans” pubblicato da Aoidos Editore, la beauty blogger Enrica Scielzo si racconta con un’intervista a Fashion News magazine, ripercorrendo le fasi della sua vita e carriera e portando avanti la lotta ai pregiudizi, con la determinazione di infondere speranza e coraggio a chi fa fatica ad accettarsi.
0
217

Enrica Scielzo, beauty blogger transessuale, esattamente cinque anni fa nasceva “The Ladyboy” il primo blog transgender italiano, diventato adesso “The Lookmaker” https://enricascielzo.com/ . Quando inizia la tua passione per la moda e perché?

“La mia passione per la moda è da sempre esistita in me, fin da piccola mi piaceva giocare con i giochini di moda che usavano le bambine, mi piacevano molto i colori, le texture, ricordo ancora i collage che facevo con mia nonna ritagliando parti e modelli dei giornali di moda, ne ho ancora uno conservato. Non credo ci sia un perché, ho una visione platonica del bello che va di pari passo con il buono, ciò che è bello fa anche bene all’anima”.

Perché hai scelto di aprire un blog e di fare la beauty blogger?

“Parlo di bellezza a 360 gradi, sono nata recensendo cosmetici, è il leitmotiv della mia vita e carriera, amo parlare di stile personale, ognuno di noi ha una sua particolarità che aspetta solo di essere valorizzata, faccio la consulente d’immagine proprio per questo. Ho deciso di aprire il mio primo blog di androginia in un momento in cui ero costretta a letto, causa un infortunio ad una gamba, all’epoca era un blog di rottura dagli stereotipi in cui invitavo all’arte di essere sé stessi. Chi più di me poteva sdoganare l’immagine sbagliata che le persone avevano dei trans, chi più di me poteva mandare un messaggio così importante, in quel momento avevo qualcosa da rappresentare. Ricevevo tante e-mail, ero diventata un punto di riferimento per tutte quelle persone che non avevano il coraggio di accettarsi. Il blog è andato di pari passo con la mia vita personale, ho raccontato tutto il percorso da quando ho iniziato a prendere gli ormoni, volevo condividere la mia storia per le persone, spiegare cosa significa essere uomo e poi diventare donna, con tutte le problematiche annesse legate ai cambiamenti nella società e nel contesto giuridico. Non esiste bianco o nero ma c’è tutto uno spettro di colore in mezzo. Ho voluto dare dignità nell’essere trans”.

Che cosa è per te la femminilità ?

“La femminilità è una dote naturale, non ha niente a che vedere con il sesso di appartenenza, si può trasmettere femminilità con una parola, uno sguardo oppure con un modo di fare”.

Parlaci di Make-up, armocromia e colore.

“E’ tutto ciò che riguarda la mia vita ed il mio lavoro che faccio con passione. Mi occupo di consulenza di immagine ed armocromia, mi sento fortunata di poter fare ogni giorno ciò che amo. Il make-up è diventato una vera e propria espressione di sé, nelle mie consulenze cerco di dare più valore all’individuo e all’interiorità di ognuno, senza soffermarmi troppo sulle mode del momento. Durante il periodo della pandemia le donne hanno imparato ad apprezzare la loro naturalezza e l’importanza di una skin care acqua e sapone, si sono allontanate dai canoni della beauty guru. Si può essere belle anche senza trucco o con poco trucco, l’importante è riscoprire comunque il piacere di truccarsi. Per quanto riguarda il colore, posso dire che è una parte fondamentale della mia vita, sono sempre stata appassionata di arte e fumetti, quando studiavo a Londra ho presentato una tesina sull’uso del colore nelle opere di Shakespeare. Nei miei video su Instagram realizzo The Monochrome Series, una serie dove parlo di biografia ed evoluzione del colore attraverso gli anni, sia a livello sociale che psicologico”.

 Di cosa parla il tuo libro “Diario di una trans” e perché hai deciso di scriverlo?

“Ho sempre desiderato pubblicare un libro, dopo vari tentativi ho deciso di scrivere, raccontare e condividere la mia storia con tutti. Non è solo un viaggio al centro dell’universo trans ma ho voluto trattare più tematiche, è uno spaccato sulla società moderna, ci sono molti capitoli sul linguaggio, sul sesso, sugli uomini, parlo di moda”.

Quanto tempo hai impiegato? C’è stato un capitolo o un passaggio particolarmente difficile da dover scrivere?

“Per scriverlo ho impiegato tutta una vita, ci sono parti del libro che ho scritto a 16 anni, sono frammenti di esistenza, lettere, è un diario reale con passaggi autentici. Ho sempre trovato più facile parlare di me scrivendo, forse ho ereditato questa mia dote dai nonni, mia nonna era una scrittrice e mio nonno un giornalista. Il capitolo più difficile è proprio quello dedicato a mia nonna, mentre lo scrivevo ho pianto, volevo che fosse autentico”.

Che cosa rappresenta per te il cambiamento? Un’ evoluzione o una rinascita?

“Il cambiamento per me è una benedizione, il non modificarsi è una forma di presunzione, nella vita è necessario poter cambiare, è un fattore imprescindibile e dobbiamo essere pronti a farlo”.

Infanzia e rapporto con la tua famiglia

“Nei primi capitoli del libro parlo del rapporto con la mia famiglia. Ѐ un legame che si è rafforzato ancora di più proprio nel momento in cui decisi di dichiararmi. La transizione è un parto che ti porta con dolore a dare una nuova vita, non potevo continuare a vivere non sentendomi realizzata o felice, ma nello stesso tempo non ero pronta a perdere la mia famiglia ed avevo paura di questo. Avevo davanti un velo di Maya che non mi permetteva di essere me stessa, nel momento in cui ho deciso di togliere quel velo sono stata felice e la mia famiglia lo era con me”.

Come ti vedi tra dieci o venti anni? Progetti e aspettative?

“La vita mi ha insegnato che è difficile fare progetti a lungo termine, in un istante ti possono cambiare le carte in tavola e sei costretto a reinventarti, il covid-19 ce lo ha dimostrato. Voglio godermi il presente e mi prendo il bello che c’è. Lo scoppio della pandemia mi ha anche dato una spinta in più per creare contenuti di intrattenimento sul mio blog e sulla mia galleria Instagram, portare quel tocco di frivolezza e di rimando al sogno, voglio ricreare una dimensione di speranza e magia”.

Un consiglio che senti di dare ad un trans e uno che senti di dare ad una donna?

“Di leggere il mio libro, è dedicato a tutti, mi piacerebbe poterlo portare nelle scuole. Ho sempre amato la scuola, ero una vera nerd. Le letture, soprattutto nella mia adolescenza, mi hanno aiutata ad evadere, i libri sono fatti per aprirci ad una realtà diversa dalla nostra, in Diario di una trans ci sono tanti riferimenti letterari, per esempio al romanzo picaresco. Voglio dare coraggio alle persone che lo leggono, voglio infondere speranza, amore, voglio portare le persone a prendere in mano la propria vita e fare ciò che realmente desiderano”.

Loading Facebook Comments ...

No Trackbacks.