Ai piedi d’una donna, nel segno dell’Haute Couture

Un saggio del Prof. Vittorio Maria De Bonis
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Haute Couture
Ai piedi d'una donna, nel segno dell'Haute Couture

Croce e Delizia d’ogni donna, autentica ossessione maschile e feticcio incontestato per un leggendario delirio erotico più che sensuale. Parla di calzature femminili nel segno dell’Haute Couture il prof. Vittorio Maria De Bonis.

La storia nascosta delle calzature Haute Couture

Dalle eroine guerriere dell’Antico Testamento come Giuditta, che seduce il brutale Oloferne con i suoi piedi aggraziati in sandali intrecciati d’oro, alle Divine in bianco e nero di Helmut Newton.

Calzature femminili

Le calzature femminili più spregiudicate, sandali alla schiava o decolleté di Christian Loubutin che siano. Lungi dall’essere una creazione della moda più moderna ed eccentrica sono, in realtà, figlie d’un prestigioso Passato.

Com’è ancora possibile constatare, ammirando tavole profane fiamminghe e fondi d’oro fiorentini del primo Trecento, il mondo aristocratico ha sempre esasperato il modello tipologico di un piede affilato e sottile.

Rappresentazione del mondo aristocratico del primo Trecento

Solo gli umili, obbligati ad andar a piedi, appunto, senza il prezioso e soprattutto costoso ausilio d’un cavallo, avevano le estremità deformate dal cammino; e le loro caratteristiche scarpe, rudi e dozzinali, avevano la punta tonda.

Mentre quelle dei nobili, per esasperare visivamente la delicatezza e finezza dell’arto, mai troppo messo alla prova, avevano punte lunghissime, tradizionalmente imbottite di lana o di stoppa.

Esattamente come le raffinate creazioni di Louboutin che celano, a ben vedere, un’ulteriore aggancio con vezzi regali ormai dimenticati e quasi incompresi.

Scarpe donna

Una delle riconoscibili peculiarità delle scarpe dello stilista francese, ben nota ed imitata, è l’utilizzo d’una suola e d’un tacco inconfondibilmente rossi.

Se da una parte eccitano il feticista che sonnecchia in ogni maschio, dall’altra appaiono clamorosamente superflui. Non esiste, infatti, parte di calzatura più usurabile e più precaria di quelli.

Ma esattamente qui è il compiaciuto richiamo al Passato.

Eleganza non fa rima con povertà

In gran parte dei suoi ritratti ufficiali, Luigi XIV, il Re Sole, indossa scarpe in raso di seta dall’alto tacco e dalla suola in pelle scarlatta.

Ora, com’è evidente, le strade strette e sordide della Parigi seicentesca erano ingombre d’ogni ripugnante immondizia.

Ritratto di Luigi XIV

Ma i sovrani vanno in carrozza, in portantina o a cavallo, e possono, come faranno in emulazione i loro gentiluomini, indossare calzature che ostentano l’assoluta e superflua eleganza d’una suola. Eleganza che non sarà mai messa alla prova sul sudicio selciato affollato dai comuni mortali.

Con un erudito riferimento ai fasti del Re per antonomasia, Louboutin crea un rapporto diretto fra 1600 e donne moderne. Lo stilista celebra, con feticistica e compiaciuta eleganza, l’eterno sogno d’essere, fra Passato e presente, letteralmente ai piedi d’ogni donna.

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