La regista Anna Elena Pepe ci racconta Totò e Daiana – la Best Comedy Story al Digital Media Fest

Totò e Daiana  è la webserie vincitrice del premio Best Comedy Story al Digital Media Fest, festival ideato e diretto da Janet De Nardis.
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Totò racconato dalla regista Anna Elena Pepe
Totò e Daiana è la webserie vincitrice del premio Best Comedy Story al Digital Media Fest, festival ideato e diretto da Janet De Nardis.

Totò è un rinomato chef palermitano che da più di 30 anni lavora a Londra come Food Consultant per i più importanti ristoranti italiani della capitale.

Daiana è una ragazza di Ferrara che si è appena trasferita a Londra e per ora fa la parrucchiera in casa. 

Queste due vite molto diverse si incontrano per caso in un ristorante siciliano, quando Daiana entra all’improvviso. 

Questa è la trama della webserie Totò e Daiana  vincitrice del premio Best Comedy Story al Digital Media Fest. Un festival ideato e diretto da Janet De Nardis.

Oggi abbiamo intervistato per voi Anna Elena Pepe regista e sceneggiatrice dell’opera

Come nasce Totò e Daiana ?

Totò e Daiana nasce a Londra nel 2019 con un pilota ideato e scritto da me e Marco Gambino. Fondamentale, poi, la collaborazione di Ciccio Bozzi (autore di Fiorello) e di Riccardo Sai.

Nel 2021 al pilota, già finalista e premiato a molti festival, si sono aggiunti alcuni episodi scritti e diretti proprio da me e Marco. Con questi, lo scorso dicembre, il progetto ha vinto la sezione Best Comedy Story al Digital Media Fest di Roma.

L’idea è nata da una cena romana su una di quelle sulle terrazze eleganti in stile “Grande Bellezza”. Ci ero capitata un po’ per caso, invitata da Marco (Gambino).

Apprendendo da dove venivo mi chiesero com’era l’accento Ferrarese. Così, io e Marco, cominciammo un  duetto palermitano-emiliano improvvisato che, visto il successo ricevuto tra i commensali,  decidemmo poi di sceneggiare.

Qual è secondo te il suo punto forza?

Totò e Daiana esplora il mondo degli italiani a Londra, in un momento delicato come quello del post Brexit. Lo fa attraverso le avventure di due personaggi di generazioni e di estrazione sociale molto diverse.

Totò è uno chef a Londra da 30 anni e Daiana una giovane parrucchiera di Ferrara appena arrivata in città.
Totò e Daiana probabilmente non avrebbero stretto amicizia se non si fossero trovati entrambi in un Paese straniero e nella condizione di solitudine che questo può comportare.

Troveranno un primo punto in comune proprio nei loro nomi. Entrambi infatti hanno un’origine molto particolare.

Mentre quello di Daiana è stato sbagliato dall’impiegata all’anagrafe che non ha capito fosse ispirato a Diana principessa del Galles, Totò si è cambiato nome proprio a seguito del suo grande amore per il calciatore divo mondiale Totò Schillaci, nato a Palermo nel palazzo di fronte al suo.

La loro storia prosegue in varie situazioni comico-grottesche ambientate sia all’interno delle case dei protagonisti sia nella varietà degli esterni che Londra offre. Pian piano Totò diventa il “Pigmalione” di Daiana nella nuova città e nella nuova vita e anche lui comincia a vedere il mondo con gli occhi diversi e a riacquistare un po’ del l’entusiasmo perso dopo tanti anni di vita da immigrato.

Inoltre la diversa provenienza regionale dei due personaggi sempre presente (attraverso i loro dialetti, le loro abitudini, l’amore per le loro città d’origine) contribuisce a rendere qualsiasi scambio/ situazione divertente e vivace.

Tifosi e non, espatriati e non, Totò e Daiana rappresentano un po’ ogni persona che, a tentoni, in modo un po’ maldestro e buffo, cerca il proprio posto nel mondo.

Quali sono state le maggiori difficoltà per realizzare il tuo progetto?

Le ultime puntate le abbiamo girate un anno fa in piena pandemia, in un momento di rara sospensione nelle restrizioni a Londra in cui ci è stato permesso incontraci.

Le abbiamo girate costo zero “guerriglia stile” grazie al nostro fantastico operatore e filmmaker Filippo Guarna  e, ovviamente, con il tempo di Londra che non sempre è clemente! Durante i giorni di ripresa ha piovuto a dirotto e noi dobbiamo abbiamo dovuto comunque girare in esterna.

Abbiamo, quindi, fatto di necessità virtù e improvvisato una sequenza musical di Daiana. Felice di visitare i quartieri eleganti di Londra dove abita Totò, Daiana balla il Tip Tap alla Singing in the rain con tanto di omberellino.

A chi dedichi il premio vinto al Digital Media Fest?

A tutti gli italiani all’estero. Non solo a Londra ma ovunque nel mondo, che magari si ritroveranno in qualcuna delle vicissitudini che proviamo a raccontare.

Lo dedico a tutti i Ferraresi che come me sono tifosi della SPAL, la cui maglietta è sempre indossata da Daiana..

E poi Marco Gambino (aka Totò) che non ha potuto essere presente quel giorno per ritirarlo di persona…

E in generale a tutti quei creativi che hanno un’idea, che magari non hanno ricevuto fondi, ma si sono rimboccati le maniche per produrla in ogni caso. W gli indipendenti!

Cosa vorresti raccontare con la prossima opera che realizzerai?

Dopo anni di lavoro come attrice ho sentito l’esigenza di essere non solo interprete, ma di raccontare il mio mondo, le mie storie. Ho quindi proseguito la formazione studiando sceneggiatura e regia. Essendo cresciuta tra Italia e Inghilterra, nel mio lavoro si trovano particolarmente presente tematiche come l’immigrazione e la ricerca d’identità. Le storie sono caratterizzate da personaggi femminili forti e non convenzionali, delle underdog che, attraverso situazioni difficili raccontate in chiave di commedia, cercano di capire quale sarà il loro futuro.

A questo proposito ho appena finito di girare il mio primo corto da regista….

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Come dicevo, ho appena finito di girare il mio primo corto da regista, proprio nella mia città di origine, Ferrara.

È un film che ho anche scritto e che ha vinto un premio di sceneggiatura…il titolo è ancora in via di definizione finale.

Con questo progetto ho voluto toccare in modo coraggioso ma ironico diversi argomenti che fanno parte della realtà italiana al momento.

Nel corto, infatti, si incontrano due mondi distanti, quello di una donna vittima di violenza e un immigrato. Entrambi sono raccontati senza infiocchettature, con il realismo nutrito di una commedia che si libera del politically correct.

Un po’ come si faceva nella commedia Italiana di una volta, che raccontava uno spaccato della società. Un’altra grande protagonista del film è Ferrara, già set in passato di film meravigliosi, che ho cercato di omaggiare a mio modo.

Come autrice, sto anche lavorando al mio primo lungometraggio, una storia ambientata nello Yorkshire.

E come attrice, ho diversi progetti in uscita, uno è un film che ho girato a Los Angeles qualche mese fa per la regia di Cynthia Williams, e poi una divertente e arguta commedia Italiana, Lockdownlove.it di Anna Marcello.