Carola Carulli ed il coraggio di amare: Tutto il bene, tutto il male.

Parliamo di legami speciali, di ferite e cicatrici, di unioni profonde, parliamo del romanzo d’esordio della giornalista Carola Carulli che, con “Tutto il bene, tutto il male” (Salani), racconta di Sveva e Alma, nipote e zia, quasi figlia e madre. È Sveva a raccontare la storia della zia, e mentre la storia si snoda, racconta anche la sua.
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Carola Carulli è una giornalista Rai che si occupa di libri per passione e per lavoro nelle sue famose rubriche di successo come “Achab” e “Tg2 Weekend”, oggi è passata dall’altra parte, quella degli autori, con un romanzo che parla di crescita interiore e di maternità.

Un esordio garbato, un romanzo contraddistinto da una scrittura intima, che lascia entrare il lettore delicatamente in un rapporto speciale come quello delle protagoniste e finisce per coinvolgere potentemente.

Ora parola all’autrice, Carola Carulli:

Un’amica, una scrittrice, una giornalista: Carola Carulli, il mezzo busto più conosciuto di Rai2. Sei una conduttrice di programmi televisivi e per lavoro intervisti tantissimi cantanti e artisti… com’è stato passare dalla parte dell’intervistatrice a quello dell’intervistata?

Molto strano. È difficile scegliere le parole giuste, essere abbastanza breve pur dicendo tutto. È stato un vero e proprio studio sociologico, perché ho incontrato tantissime persone, che è la cosa più bella di quando uno scrive. Il confronto ti porta ad accorgerti di quante persone si identifichino in quello che scrivi.

“Tutto il bene, tutto il male”, partiamo dal titolo del tuo libro, con queste parole cosa desideri evocare nel lettore?

Il libro parla della vita, tra il bene e il male, due lati che la compongono, importanti e complementari. Io con questo romanzo parlo della strada che la zia indica alla nipote, quella al centro.

Copertina romanzo “Tutto il bene, tutto il male”

Ci racconti brevemente la trama…

Protagonista del libro, una zia monumentale, quella che vorremmo avere tutti: Alma; in dialogo con sua nipote ventenne Sveva, completamente rotta e tutta da costruire. Con una madre che non ama e un padre che non esiste, questa zia la raccoglie e le insegne qual è la strada giusta da percorrere.

Come sei riuscita a creare questi personaggi, queste anime? E come vivi il rapporto con loro?

Alma, non era mia zia, ma è esistita davvero, era una persona a cui tenevo moltissimo e che mi ha insegnato tutto. In quel tutto io ho messo questo romanzo qua; poi la narrativa aiuta a vivere e mettere per iscritto quello che si sogna.

Ho scritto il libro in due, tre mesi, poi l’editing è stato più lungo, ma il flusso è stato immediato. Sin da bambina avevo questa dote della scrittura, mi è sempre piaciuto molto.

Anche se le protagoniste sono due donne, la figura maschile è presente…

Si oltra a Sveva e Alma c’è anche Dafne, un’altra ragazza molto difficile, cresciuta in casa famiglia. Queste donne riconoscono i loro dolori e si aiutano fra di loro.

Ma come dicevi tu, ci sono oltre a queste, due figure maschili…due uomini che sanno fare i papà senza che le mogli siano presenti, non le solite rappresentazioni cattive.

Il rapporto che hai con Penelope, la tua bimba di 9 anni appassionata anche lei di libri, ha avuto un ruolo nel processo creativo del tuo libro?

Si Penny, durante il lockdown, ogni mattina si svegliava e sceglieva un libro, per poi consigliarlo ai suoi coetanei sui miei social. È stata educata alla lettura così come mio padre ha fatto con me.

Mia figlia è stata di grande ispirazione per me… la bambina che si trova all’interno del racconto prende dei tratti da lei.

Come mai hai deciso proprio ora di scrivere il tuo primo libro? Il lockdown ha avuto un ruolo?

Si, io avevo già scritto 15, 16 pagine una decina di anni fa, poi durante il lockdown forzato ho ripreso la stesura del romanzo. Alcuni miei amici editori mi hanno detto di continuare e così ho fatto. Ho sfruttato il tempo dentro casa… Alma, la protagonista, mi ha presa per mano e mi ha portato a completare il lavoro.

Intanto è in corso anche il tour del libro…

Si, ci eravamo fermati a gennaio causa covid, ma adesso siamo ripartiti.

Sarò al Festival di Ragusa il 10-11-12 giugno.

Succede qualcosa di magico quando c’è un libro che racconta anche i lati più dolorosi della vita, le persone ci si ritrovano… dai ragazzi 16enni che si rivedono in Sveva, sino ai 40enni che invece ritrovano sé stessi nella figura di Alma.

Grazie mille Carola per averci aperto il cuore e raccontato le pagine del tuo romanzo, non possiamo fare altro che consigliare ai nostri lettori di leggere “Tutto il bene, tutto il male”, un cammino nelle vite di personaggi complessi e meravigliosi.