Un bacio che attraversa i secoli: Francesco Hayez e la mitologia del romanticismo

Un saggio del Prof. Vittorio Maria De Bonis
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Icona d’arte perfettamente consapevole e sapientemente creata da uno dei più geniali, versatili ed affascinanti artisti d’età risorgimentale, il veneziano Francesco Hayez, Il Bacio, del 1859 attualmente custodito nella Pinacoteca di Brera a Milano sembra incarnare – con assoluta e cosciente perentorietà – il carattere di simbolo ideale di un’intera stagione della cultura e della Storia patria.

Francesco Hayez, Il Bacio

Nell’androne gotico d’un non meglio identificato castello medioevale, una coppia in abiti trecenteschi si bacia con straziante abbandono, manifestamente presaga d’un imminente e forse definitivo distacco. L’uomo, con un berretto di panno piumato, mantello da viaggio bruno e calzebrache rosse, serra con dolcezza il capo della giovane amante che a sua volta, inarcandosi languidamente come vinta da una passione romantica e sensuale insieme, trattiene la spalla dell’amato come a voler ritardare la sua inevitabile partenza.

La resa spettacolarmente virtuosistica della veste di raso celeste pallido di lei, dai riflessi metallici ispirati alla grande pittura rinascimentale veneziana di Giorgione, Tiziano e Tintoretto, la staglia con elegante sinuosità sui toni caldi dell’abbigliamento del suo amato, ricreando – con manifesta allusività – i colori del tricolore francese, alleato, in seguito agli accordi segreti stipulati a Plombières fra Cavour e Napoleone III, del nascente Regno d’Italia contro il potere Austroungarico.

Il tono di sospesa melodrammaticità della scena è sottolineato dalla silhouette vagamente minacciosa d’una figura femminile di spalle, che sembra rimandare alla presenza della fantesca di Giulietta Capuleti prossima ad interrompere l’abbandono romantico della coppia, che forse è esattamente quella degli infelici amanti della tragedia di Shakespeare.

L’immaginario collettivo s’impadronì immediatamente dell’istantanea sentimentale di Hayez, avvertendone il latente potere iconico e trasformandola in mitologia contemporanea, dalle infinite citazioni nelle tele patriottiche contemporanee e successive al geniale utilizzo delle figure dei due amanti nella campagna pubblicitaria dei Baci Perugina – creata dall’azienda dolciaria nel 1922 – fino all’appassionato bacio cinematografico del 1954 fra Farley Granger ed Alida Valli in Senso di Luchino Visconti.

Mai un bacio medioevaleggiante aveva ispirato più perentoriamente le menti e i cuori delle generazioni Moderne.