24Di origini calabresi, Gianni Rosato ne ha fatta di strada partendo dalla sua amata Terra per arrivare a Roma, inseguendo e realizzando il sogno di una vita, quello di diventare un bravo attore. Impegno, passione ed emozione sono i valori che nel suo lavoro porta avanti con convinzione senza arrendersi mai.
“Dobbiamo essere ambiziosi, determinati, non dobbiamo mai dire di non avere possibilità. Dobbiamo solo credici e volerlo davvero”, ha affermato Gianni. Un chiaro esempio di come la perseveranza ripaghi sempre e di come prima o poi il treno giusto arrivi per tutti.
Attore poliedrico non perde occasione per interpretare ogni volta personaggi diversi, vivendo differenti realtà. Un’arte quella della recitazione che ha permesso a Gianni Rosato di scavare in fondo alla sua anima, di mettersi alla prova e raccontare delle storie impersonificando qualcun’ altro. “Ogni ruolo è per me un’occasione per dimostrare quanto vali o quali siano i tuoi limiti, cosa sei capace di fare e cosa no”, ha dichiarato l’interprete.
FashionNewsMagazine ha avuto l’onore di intervistare Gianni Rosato per conoscere da vicino la persona oltre che lui come attore.
–Di strada ne hai fatta da quando eri un bambino che tanto amava la recitazione e si può dire che ad oggi sei riuscito a realizzare il tuo sogno. Se potessi tornare indietro cosa diresti a quel Gianni bambino che sognava la carriera da attore?
“Questa è davvero una bella domanda per iniziare un’intervista. Se penso a quel periodo, avevo all’incirca sedici anni, facevo già teatro e teatro di strada. Ricordo che il mio obiettivo era quello di entrare in una scuola di recitazione e come oggi ce ne sono molte di valide, ma a volte la fregatura si trova dietro l’angolo. Quindi valutavo bene dove poter andare, mi preparavo e per non perdere un’occasione simile, partivo da Lamezia Terme con il treno di mezzanotte per arrivare a Roma alle 6.00 del mattino, così da avere l’intera giornata a mia disposizione. Facevo i miei provini, andavo in giro per cercare un lavoro che mi permettesse di mantenermi e per cercare casa. Cercavo sempre di godermi la città, perché di Roma ne sono sempre stato follemente innamorato. A quel sedicenne mi sentirei di dire che ha fatto bene a credere nei suoi sogni, ma soprattutto che non bisogna mai sentirsi arrivati”.
–Calarsi in un ruolo è un processo molto lungo e soprattutto introspettivo. In cosa consiste la preparazione di un personaggio?
“Gli attori devono essere in grado di trasformarsi in vari personaggi durante la loro carriera. A volte ciò richiede misure estreme per preparare la mente e il corpo al ruolo, ma prima di parlare di personaggio c’è un aspetto molto importante, a volte sottovalutato tanto al cinema quanto nel teatro: la prima cosa che si dovrebbe fare secondo me, ancora prima di prendere in mano il copione, è quella di informarsi sull’autore e sull’opera. Poi, definire gli aspetti più importanti del personaggio. Bisogna comprenderne fino in fondo la volontà, e sono convinto che bisogna sempre ricostruirne il passato. A volte però capita che le informazioni che puoi avere dalla sceneggiatura siano poco chiare, quindi se non ce ne sono abbastanza, uso la mia immaginazione. Ho sempre un quaderno con me dove scrivo di tutto sul carattere da costruire, della sua infanzia, del rapporto con i genitori o amici, del suo gioco preferito da piccolo, del suo primo amore, del suo primo dolore, le sue passioni, i suoi traumi, i suoi obbiettivi, il suo carattere, le persone per lui più importanti, la sua visione della vita, il suo aspetto fisico ecc… Non mi risparmio. Non importa se il pubblico e perfino il tuo regista non verranno a sapere nulla di questi dettagli. Quello che sarà percepibile è se tu ci stai credendo o meno, e perché tu lo faccia dovrai avere piena padronanza del tuo personaggio e conoscerlo il più possibile. Il lavoro con il regista farà sì che il tuo personaggio prenda vita nel migliore dei modi. Per fare ciò bisogna porsi sempre tre semplici domande: Che cosa vuole ottenere? Perché lo vuole? Che cosa è disposto a fare per ottenerlo? Diciamo che questa è la base per un attore che poi ognuno a suo modo trasforma in una bussola che ti aiuta ad andare verso la giusta direzione”.
–Il 2023 è stato un anno che ti ha regalato numerose soddisfazioni come l’uscita del film “Do Ut Des” che ti ha visto come protagonista e che ha raggiunto un notevole successo anche oltreoceano. Il 2024 che cosa ti riserverà? Ci sono nuovi progetti in vista?
“Devo dire che DO UT DES mi sta dando enormi soddisfazioni, considerando che dopo l’uscita al Cinema in tutta Italia, attualmente è sbarcato negli Stati Uniti ed è visibile su Prime Video e altre piattaforme streaming. Sto lavorando ad altri progetti di cui sentiremo parlare nel 2024, ma siccome sono amante delle sorprese, preferisco a mia volta non svelare ancora nulla”.
–Possiamo dire che l’incontro con il regista Giulio Base ti ha cambiato la vita, dandoti l’opportunità di entrare nel mondo dello spettacolo. Se non fossi diventato un attore che cosa avresti fatto oggi?
“Se avessi dovuto seguire il desiderio dei miei genitori, mi avrebbero voluto medico, carabiniere o magari chef di un importante ristorante. Per quanto mi riguarda avrei sempre perseguito la strada dello spettacolo, magari avrei fatto regia o il costumista, o magari tutt’altro ancora, ma sempre inerente a questo mondo magico che è il cinema”.
–Come attore sei esposto di continuo all’opinione pubblica. Come reagisci quando ti viene rivolta una critica?
“Fare questo lavoro significa essere sempre sottoposto al giudizio, anche della critica. Partiamo dal presupposto che nella vita in generale non si può sempre piacere a tutti. Nel lavoro dell’attore bisogna saper accettare sempre le critiche. Certo, quando sono belle fanno piacere e lusingano, quando sono brutte bisogna comunque cercare di trarne qualcosa di costruttivo. Un critico è un professionista che ha studiato, che a sua volta ha fatto dei sacrifici per formarsi. Bisogna saper incassare e far tesoro dei consigli, sempre. Finora non ho mai avuto a che fare con la critica che onestamente temo, come tutti ovviamente. Ma qualora dovessi avere a che fare con un giudizio negativo, prometterei in primis a me stesso e poi anche a chi il giudizio lo esprime, di fare sempre meglio la prossima volta”.
–Da buon calabrese la famiglia è un punto di riferimento importante nella tua vita. Quali tradizioni e valori legati ai tuoi genitori hanno forgiato l’uomo che sei oggi?
“Sicuramente determinazione, perseveranza e un po’ di cocciutaggine che non guasta mai. Poi da buon Calabrese sono molto passionale e generoso, ma se mi accorgo che approfitti del mio buon cuore per ferirmi, mi vendico e nel vendicarmi non ho limiti, ovviamente basandomi sempre su ciò che di reale mi accade”.
–Con i tuoi innumerevoli impegni lavorativi ti capita molto spesso di viaggiare e spostarti tra un set e l’altro. Insomma, la tua è una vita molto piena. Riesci comunque a dedicare del tempo a te stesso per coltivare hobby e passioni? C’è spazio anche per l’amore?
“Amo molto il mio lavoro tanto che essere spesso in viaggio non mi pesa, anzi, mi piace ancora di più. Non sono una persona schematica, né tantomeno tendo a programmare tutto nella vita, quindi non programmo rapporti con amici, non cerco mai l’amore, ma amo l’inaspettato, e quando questo accade mi lascio travolgere, ma non stravolgere. E si, nella mia vita c’è sempre spazio per l’amore. Vi siete mai fermati a pensare perché l’amore è così importante? Nel corso della nostra vita proviamo moltissimi altri sentimenti, come l’affetto, la commozione, la paura o la rabbia. Eppure, l’amore è il sentimento che unisce così tante emozioni da trasformarsi nel sentimento vitale. La verità è che, se ci pensate bene, la maggior parte delle emozioni umane viene inglobata nell’amore. A volte, proviamo paura quando guardiamo un film horror, ma la proviamo anche quando sentiamo di non essere amati o corrisposti da una persona. L’amore impregna con il suo colore tutte le altre emozioni, in un modo o nell’altro”.
–Davanti la macchina da presa sei un attore poliedrico e un vero professionista nel tuo lavoro. Chi è invece Gianni Rosato fuori dal set?
“Sono un uomo estroverso per natura. Per me essere estroversi significa avere la propensione a sviluppare abilità sociali e godersi il tempo trascorso in compagnia degli altri. Chi mi conosce nel privato mi descrive come un tipo divertente, stravagante, appariscente, rumoroso (forse troppo), alquanto loquace, ma soprattutto positivo. Sono anche fermamente convinto di aver continuamente bisogno di questa interazione, che poi in realtà, come già detto, è parte della mia natura. Mi avventuro sempre in attività che mi stimolino a creare, divertirmi e tenere sempre la mente occupata, come per esempio la cucina, la pittura e la fotografia. Ma la mia estroversione si manifesta sempre con un sovraccarico di energia, una sorta di iperattività che rimane costante”.
–Con la tua storia ci hai insegnato che non bisogna mai smettere di sognare e soprattutto provarci sempre per raggiungere i propri obiettivi. Ora che sei un attore affermato e riconosciuto anche sulla scena internazionale, senti di essere arrivato al punto di arrivo oppure hai ancora altri sogni nel cassetto?
“Sono convinto al cento per cento quando dico che mai nella vita mi sentirò arrivato, e meno male, perché il contrario vorrebbe dire non avere più stimoli a fare meglio, a crescere, confrontarsi e mettersi in discussione. No, sono un attore che ogni volta ci mette semplicemente tutto se stesso per dare sempre il meglio. E si, mai smettere di sognare”.
–La recitazione è l’arte del poter vivere tante realtà, è pensare, interagire, immedesimarsi nei personaggi più disparati. Fino ad oggi quale è il personaggio che hai interpretato a cui sei maggiormente legato?
“Sinceramente posso dire che fatico un po’ a sceglierne uno, ma visto il periodo storico che stiamo vivendo mi vorrei soffermare ancora una volta su Leonardo, il mio personaggio in DO UT DES. Lontano anni luce da me, mi ha dato la possibilità di fare un enorme lavoro di introspezione e di ricerca. Il film nella sua interezza fa passare un messaggio molto importante. C’è infatti un’urgenza immediata nel voler parlare di questa tematica. È un film ispirato a fatti di cronaca realmente accaduti, che va contro la violenza sulle donne e la violenza di genere. Sono comunque fiero della costruzione e della riuscita di questo personaggio a tratti amato a tratti odiato”.
“Amo recitare, non importa il contesto, la cosa importante è farlo al meglio, emozionandosi. Devo dire, con orgoglio, che sono sempre stato un gran sognatore e lo sono ancora oggi”. (Gianni Rosato)






