Di Denise Ubbriaco

Eleonora Danco

Dal 16 al 21 Aprile 2013, Eleonora Danco debutterà al Teatro Vascello

“Le sue parole sono getti di colore, getti umani, sofferti e vitali.” E’ così che Mario Martone definisce l’irrefrenabile performance di Eleonora Danco: autrice, regista e attrice di grande successo.

Nonostante la sua incredibile carriera, la sua passione non è stata coltivata fin da subito, poiché Eleonora Danco nasce inizialmente come pittrice. I  suoi genitori, avendo notato questo grande talento,  pensarono di esporre i quadri convincendola che quello sarebbe stato il suo destino. In seguito, la sua vita cambiò direzione.

Già all’età di dodici anni avvertiva una forte predilezione per il teatro e aveva un grande sogno nel cassetto: diventare un’attrice.

Fu la visione del film “Roma Città Aperta” di Rossellini, con Anna Magnani  a far ardere in lei questa forte passione e contribuì ad alimentare il fuoco che serbava dentro.

Studiò presso la Scuola di Proietti e successivamente andò a vivere a San Lorenzo . Proprio in quei vicoli, fra la gente del luogo, imparò il dialetto romanesco e scrisse il suo primo testo in slang romano “Ragazze al muro” mettendolo in scena nello stesso quartiere di San Lorenzo.

Chiese di interpretare il ruolo principale ad una ragazza comune, non ad un’ attrice, perchè il suo modo di parlare era vero, autentico, apprezzando del dialetto stesso l’ arroganza poetica che consente di giocare con le parole..  .

Le sue rappresentazioni teatrali sono state presentate nei circuiti dei maggiori teatri nazionali, tra i vari titoli messi in scena bisogna ricordare: Ragazze al muro, Nessuno Ci Guarda, Bocconi Amari, Me vojo sarva, Ero Purissima, Sabbia, Scroscio, La Giornata Infinita, Intrattenimento Violento, Senza titolo 3.

Tanti spettacoli, tanti personaggi da interpretare, tanti ruoli da ricoprire.

Quando lavora l’unico riferimento a cui deve sempre rispondere è se stessa. Mettendosi nei panni dello spettatore, il suo scopo è di trasmettere l’immagine in semplici mosse. Un’immagine che deve arrivare in modo essenziale e comprensibile.

Attrice vulcanica, ironica, affermata, Eleonora Danco debutterà oggi al Teatro Vascello (via G.Carini 56, Zona Monteverde Roma)  con il suo spettacolo che durerà fino al 21 Aprile 2013 ( biglietti: intero 15,00 euro, ridotto 10,00 euro), con due atti unici.

Donna numero 4 è un monologo particolarmente interessante, di e con Eleonora Danco, scritto su commissione della Triennale di Milano, e di EXPO 2015, con al centro il tema dell’ Esposizione universale di Milano:”Nutrire il pianeta-Energie per la vita”.

Un progetto di Davide Rampello, direttore artistico spazio Zero Expo Milano2015 .

Nel 2012, Donna numero 4 è stato pubblicato da Skirà ed Expo 2015 nel volume “Storie di cibo Racconti di vita” Skirà edizioni.

L’attenzione di Eleonora, in questo primo atto, si focalizza su una figura femminile, che potrebbe essere anche maschile.  Un personaggio che passa inosservato all’esterno, con un mondo interiore deformato che palpita. Il suo rapporto con il cibo è un metronomo attraverso il quale decide di pianificare la sua vita, senza il minimo errore.

Il cibo diventa uno scontro con l’esterno e gli odori la obbligano alla memoria.

I sughi, i soffritti, le scamorze alla piastra nei bar all’una e mezza, sono tutte immagini che affollano la sua testa e offuscano la sua mente.

Come può andare avanti se tutto intorno la riporta indietro? In scena con lei, c’è un viavai di persone che non smettono mai di muoversi e rappresentano l’inconscio del personaggio. Chissà quale soluzione adotterà la protagonista. Se volete scoprirlo, non vi resta che assistere allo spettacolo.

Nel corso della serata ci sarà un’ulteriore performance. Eleonora Danco presenterà il suo primo a solo: “Nessuno ci guarda“, pubblicato da Minimum fax e ispirato alla pittura di Jackson Pollock. E’ il racconto di una donna che si sveglia da un sogno, o meglio da un incubo: deve andare a lavorare,ma non riesce ad uscire di casa, si catapulta intellettualmente e fisicamente tra la vita reale e quella del ricordo, della memoria, dell’infanzia.

Attraverso una continua trasformazione diventa la persona adulta, l’adolescente, la bambina, la madre, il padre, gli amici. Come nelle opere di Pollock, in cui il gesto pittorico non è mai casuale, ma ben mirato, così in questo numero, gli stati d’animo si esprimono sulla tela del palcoscenico.

 Uno spettacolo che vi travolgerà completamente. Da non perdere!

16 Aprile 2013

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