London Fashion Week AW15 – Sfilate

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Di Dario Bentivegna

London Fashion Week AW15 – Sfilate

Ecco il meglio della LFW AW15 ed il mood che si respira a Londra tra le passerelle.

Londra ha ormai acquisito sicurezza di se come settimana della moda e di pari passo anche i designer che sfilano tra Somerset House e le location del centro della citta’. Se infatti da sempre la LFW e’ stata la sorella minore di New York, Milano e Parigi, apprezzata per la creatività e l’originalità degli stilisti ma considerata poco rilevante dal punto di vista commerciale e globale,  il mood e’ definitivamente cambiato adesso; infatti non solo stampa e buyer internazionali affollano Londra ma i brand che sfilano da almeno tre stagioni ormai hanno irrobustito la propria immagine e le proprie vendite con un branding ed un marketing aggressivo e con delle collezioni uniche.

Dopo l’edizione SS15 in cui ancora c’era un divario tra marchi emergenti e consolidati, in questa edizione AW15 tutti, come in un unico blocco, si sono presentati all’altezza dei mercati internazionali. Partiamo dalle due bellissime presentazioni di Orla Kiely e Makus Lupfer che hanno immerso nel loro mondo gli spettatori. L’irlandese Kiely ha fatto sfilare e interagire tra loro le modelle sul set di una biblioteca anni ’70, ispirata al film Love Story ed il personaggio di Ali Macgraw, in  abiti BCBG dalle stampe geometriche e con borse in pelle a stampa OK. Markus Lupfer invece ha ricreato ‘Il Giardino Segreto’ dell’omonimo romanzo,ma con il suo personale tocco leggero. Fiori, rami e carote scendono dal soffitto, conigli nani in braccio alle modelle disposte in una stanza tra cespugli e altalene e indossando una collezione di maglieria caratterizzata da ricami che richiamano il bosco – uccelli, volpi e fiori.

Il richiamo della cultura visiva anglosassone ha attratto moltissimi stilisti in questa edizione. Burberry Prorsum ha esplorato il patchwork, le fantasie e le stampe dell’artigianato inglese. Mary Katrantzou ha preso come riferimento il periodo vittoriano e l’iper-decoratività domestica che lo ha caratterizzato, con stampe all over e giochi di texture, cosi’ come Erdem che ha sfruttato il fatto di aver appena finito di riarredare e ridecorare la sua casa per usare le stampe floreali tipiche della tappezzeria d’altri tempi sui suoi abiti. Non mancano stilisti che invece, stagione dopo stagione, non si fanno influenzare dall’esterno ma rielaborano sempre in forme diverse la propria estetica; in questa categoria inseriamo in primis House of Holland che fa e ha fatto della stampa check il suo marchio di fabbrica, questa stagione declinato in forma maxi, in giallo e rosa e mescolato al latex; materiale usato anche da Sibling che lo mixa alla maglieria dando vita ad outfit punk e ribelli. Infine anche Christopher Kane e Peter Pilotto hanno presentato delle collezioni riconoscibili ma moderne; Kane ha mandato in passerella una collezione che spazia da smoking neri con accenti rossi sui rivolti della giacca ad abiti lady like passando per completi caratterizzati da silhouette di corpi nudi, Peter Pilotto invece, rinomato per le stampe grafiche, ha creato disegni e geometrie astratte con giochi di applicazioni e tessuti dalle texture diverse.

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