Il best of di Paris Fashion Week Vol. IV

L’appuntamento con le sfilate di Parigine in una compilation dei look che ci hanno colpito di più
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Si è conclusa ieri la settimana della moda di Parigi, durante la quale sono state presentate le collezioni autunno/inverno 2018-19. Fra lunedì e martedì, sono state svelate le nuove creazioni di Stella McCartney, Giambattista Valli, Alexander McQueen, Miu Miu e Louis Vuitton.

Ciascuno con la sua personale interpretazione della donna di oggi, ma apparentemente tutti concordi, concettualmente, nel dichiarare che la celebrazione del femminile sia impregnata di un etereo romanticismo ma anche di una grande forza interiore, superiore perfino a quella dell’uomo che pare invece retrocedere sempre più verso il suo lato rosa.

Stella McCartney: c’è la suite femminile, ma anche le tinte neon. C’è il pizzo che odora di ricordi sbiaditi, ma le sneakers in match. Contrasti che trovano un equilibrio in questa collezione ben pensata dalla designer inglese Stella McCartney. In passerella vediamo un concentrato di stile britannico, a partire dal lato conservatore, fino alla vita cosmopolita e metropolitana delle strade di Londra. L’avanguardia nelle stampe di J.H. Lynch, coperte qui da uno strato di tulle. Ci piace l’accostamento bohémienne del pull oversize con tote bag color cuoio e sottoveste ricamata; così come il patchwork della maglieria o il cappotto maxi in tartan, rubato dall’armadio di papà. Senza rinunciare alle sue note più eccentriche, Stella mette a punto un guardaroba definito, nel suo essere indefinito, composto da capi wearable ma piuttosto singolari.

Giambattista Valli: ad un certo punto sono poi riapparsi fiori, ruches e trasparenze con ricami… quindi, abbiamo pensato che ogni cosa fosse tornata in ordine. Ma facciamo un passo indietro: la sfilata di Giambattista Valli ha lasciato un po’ di confusione con i suoi look contraddittori. Tutta la prima parte del fashion show pare non seguire una logica ben precisa fra richiami ai primi 2000, giacche in pelle trascurabili, completi in stampa check, pantaloni a vita bassa e print geometrici. Tiriamo un sospiro di sollievo alla vista del tulle nero trasparente con fiori ricamati, mini dress retti con cuissards in vernice, maniche a sbuffo, riferimenti allo stile Liberty e ruches inquantificabili. C’è una sorta di atmosfera noir che pervade la collezione, probabilmente dovuta al dominio cromatico di nero, rosso, grigio e bianco, con qualche incursione in tonalità accese come il maxi dress fluffy in turchese. Pezzo forte dell’intera gamma è l’abito ricamato con gonna mini a due balze e lungo strascico.

Alexander McQueen: un esempio di come la moda sia il riflesso della stessa società che ne diventa fruitrice potrebbe essere il ritorno alle spalle strutturate e oversize. Ci si è mossi a piccoli passi: se dapprima i volumi erano morbidi, si è poi passati a ruches giganti fino alle spalle robuste dei blazer che abbiamo ammirato in passerella da Alexander McQueen. L’ultimo periodo storico che ha visto tornare le spalle marcate, era stato quello fra il 2007 e il 2009, gli anni della crisi finanziaria. Oggi, questo momento di turbolenza, confusione e violenza, le donne necessitano di spalle larghe per sostenere il peso del mondo. Non è celata una voglia di rinascita, rappresentata simbolicamente dalle stampe che riprendono i motivi delle farfalle. C’è l’indole aggressiva della pelle, ma la delicatezza dello chiffon: un dualismo che caratterizza la donna metropolitana di oggi. Una donna che vuole prendere il posto dell’uomo indossando abiti maschili sartoriali o da capo Tribù fra cromie e maxi frange che ci portano fuori dalla cultura occidentale.

Chanel: “Autumn Leaves” potrebbe essere la perfetta colonna sonora per accompagnare la nuova collezione Chanel. Abbiamo già visto foglie autunnali in passerella, ma questo allestimento, che riproduce un intero bosco ingiallito, sta quattro spalle sopra qualsiasi cosa proposta finora su tema. L’atmosfera è magica e ci prepariamo a gustare i capi in twill che sempre costituiscono l’incipit dei fashion show pensati da Karl Lagerfeld. Giacche e completi in twill sono un classico della Maison, ma prendono sempre nuova vita grazie ai tagli contemporanei, che variano di stagione in stagione. I maxi cappotti vogliono spalle drappeggiate e voluminose, mentre i tailleur dal colletto avvolgente, o girocollo, sono caratterizzati da un’asimmetria che vede il tessuto scivolare a trapezio lungo i fianchi, lasciando il punto vita segnato. Accessori chiave sono lunghissime sciarpe avvolgenti e guanti in tinte sgargianti con dita tagliate. Le scarpe, d’ispirazione garconne, sono stringate a punta e la nuova it bag, il modello Gabrielle, viene sfoggiata in misura maxi matelassé o mini, in tinte vistose. Cuissards o pantaloni dorato scuro, accompagnano gli stampati sul tema delle foglie, correlati dalle intramontabili collane multichain in perle sintetiche ed orecchini a cerchio. Si passa anche attraverso capi sportswear come felpe con cappuccio e piumini trapuntati, per poi arrivare alle trasparenze dei look da sera con pizzi, ruches, balze, fiocchi e satin. Questo romanticismo melanconico tocca le nostre corde e denota la maturità e la sapienza di un grande designer come Karl Lagerfeld, ormai nei suoi anni della riflessione.

Miu Miu: c’è una rivisitazione del glamour anni ’60, con un forte accento sul ritorno al rockabilly degli anni ’80, quando non si venerava solo Elvis, ma anche Brian Setzer degli Straycats. Questo il modo spensierato della giovane donna raccontata da Miuccia Prada per Miu Miu, che lascia al nuovo talento hollywoodiano, Elle Fanning, il compito di porre lo start al fashion show. Lavaggi scoloriti per il denim, boots e trench con camice abbottonatissime vestono le nuove ribelli dalle capigliature cotonate. Vita alta, multi cinture e volumi esagerati sui capispalla: una voglia matta di ripescare dal vintage, come è codice distintivo di Miu Miu, una fra le label che più si prestano al concetto di mix and match. I trench spalmati sono fiore all’occhiello della collezione, abbinati al senso bon ton delle Mary Jane con calzino bianco. Anche questa sfilata non si fa mancare il tweed, qui accostato a pelle e catene per un’estetica finale più rock’n’roll.

Louis Vuitton: dalla scalinata del Louvre, alla rampa di una navicella spaziale: questo lo spazio in cui Nicolas Ghesquière colloca la sua nuova collezione disegnata per Louis Vuitton. Uno spazio che abbraccia il passato ed il futuro facendoli incontrare ed esistere in un unico tempo infinito: adesso. Ghesquière delinea il profilo di una donna forte, traendo ispirazione dalle stesse che lo hanno cresciuto ed influenzato. Una donna che non ha bisogno di indossare abiti da uomo per prenderne i panni. Assente è la sensualità, usurpata da un carismatico senso del rigore. Gonne al ginocchio, linee geometriche che spezzano i tagli arrotondati della camiceria. A spalle larghe e balze soffici, viene subito contrapposta la struttura della gonna tubino in pelle. Il dolce e l’amaro di ogni donna, ma soprattutto la sua forza e la determinazione a camminare verso il futuro.