Sfilate uomo a Londra: in passerella l’uomo di vetro di Craig Green ed il classico british di Olivier Spencer

Scopriamo le migliori collezioni dell'edizione di gennaio della LFWM: tra conferme, novità e debutti in passerella.
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La  London Fashion Week Men autunno/inverno 2019 ha inaugurato il nuovo anno di sfilate e collezioni sul circuito internazionale. Alla sua 13esima edizione, la LFWM ha compresso in tre giorni il meglio dei trend uomo per il prossimo inverno.

Inoltre, nuova anche la location delle sfilate, la Truman Brewery, ex-complesso industriale, nel cuore dell’East London. Quaranta gli stilisti che hanno presentato le collezioni in diversi format; sfilate, presentazioni o nei Designer Showroom. Come sempre, Londra  si e’ posta come la Fashion Week più all’avanguardia. Scopriamo quali trend sono emersi.

Punta di diamante del calendario della London Fashion Week men AW19 è senza dubbio Craig Green. Tre volte vincitore dei Fashion Awards nella categoria Uomo, ha chiuso il calendario lunedì 7 Gennaio. L’uomo di Craig Green si muove tra fragilità e forza. Infatti, i look, ispirati alle arti marziali, si alternano a riferimenti religiosi e in ultimo all’ ‘uomo di vetro‘ da cui prende il via la collezione.

Altro veterano della passerella è Patrick Grant, stilista del brand E. Tautz. I vibranti colori brasiliani di San Paolo caratterizzano i morbidi look sartoriali di Tauzt. Maglieria e capispalla sportivi rendono la collezione giovane e dinamica.

A seguire Oliver Spencer and Kent&Curwen, brand di proprietà al 50% di David Beckham, che tengono alta la bandiera del classico stile biritsh.

Ma a Londra, anche i nuovi trend prendono forma e non sono mancate collezioni che saranno imitate in seguito da tutti. Da menzionare, infatti, la designer Astrid Andersen, conosciutissima per il suo sportwear di lusso. In questa stagione il mood sportivo si mixa con maglieria e pizzo dando alla collezione un tono più maturo delle precedenti.

A-Cold-Wall e Phoebe English si pongono sulla stesso stile con dei look sportivi ma tecnici, casual e ricercati.

Infine, Art School, spariglia le carte proprio per l’apertura della rassegna, con una collezione gender-fluid che cattura lo spirito del momento e pone l’inclusività al centro del dibattito quotidiano.