In viaggio tra il futurismo di Christian Siriano, il poptimismo di Anna Sui e la foresta incantata di Alice+Olivia

New York Fashion Week FW 19/20
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Nel clou della New York Fashion Week 19/20 hanno sfilato, tra gli altri, Christian Siriano con la modella di punta Ashley Graham, Brandon Maxwell e le sue forme a matita, Longchamp amante delle donne decise, eleganti e un pizzico rock, Adam Lippes col suo approccio conservativo, Rebecca Minkoff e i colori pop, Tory Burch rievocatore dei colletti barocchi, e poi Prabal Gurung, Carolina Herrera, Alice+Olivia, Proenza Schouler, Anna Sui e Helmut Lang.  Siamo nelle giornate più cool della moda oltreoceano. Vediamone i dettagli.

CHRISTIAN SIRIANO: “Se vivessimo in un mondo futuristico, a quali eventi glamour parteciperemmo? Come si vestirebbero le donne?”. Tessuti metallici, tute con strisce ‘cosmiche’ e cappottini corti che sfidano la logica invernale: un autentico viaggio nel futuro. Christian Siriano porta in passerella una moda spaziale, ma anche sartoriale ed elegante, con tailleur sul nude e maxi bag indispensabili. Modella di punta la curvy Ashley Graham, splendida in abiti da sera vedo non vedo che spaziano dal nero al bianco ricco di lustrini. E poi le ruches XL sulla parte superiore di abiti da sera strepitosi, total black, che evidenziano la silhouette e che diventano protagoniste assolute di questo defilé.

BRANDON MAXWELL: Le forme a matita e i pantaloni meravigliosamente su misura sono i pezzi cult della collezione. Non mancano, però, dettagli sportivi, come le giacche a vento e la morbida maglia su gonne lunghe da sera, svasate, trendy, indossabili anche con le sneakers. È una donna versatile la sua, che spazia dalla compostezza alla giocosità, all’eleganza mai banale. Tra il bianco e il nero, infatti, fanno capolino colori eccentrici come il fucsia e il verde. Con una semplicità e una grazia che non hanno eguali.

LONGCHAMP: La passerella si apre con mini dress neri caratterizzati da borchie, trasparenze e sovrapposizioni. Tutti i capi sono versatili e riproducono varie personalità. Tema, quello dell’essere se stesse, che viene ripreso anche dalla scelta dello stilista di non avere hairstylist ne makeup artist dietro le quinte. Questo approccio “piecey” ha senso per un marchio che spazia dagli accessori al prêt-à-porter. Parlando di accessori, è facile desiderare la versione mini della iconica borsa Le Pliage di Longchamp o la nuova Voyageuse, con la sua sagoma a bauletto.

ADAM LIPPES: Lippes ha un approccio conservatore nel mostrare al mondo le sue collezioni. In genere lo fa a casa, il sabato mattina, durante la NYFW, in intime sessioni di conversazione e vestiti. Questa stagione nasce da un viaggio a Brooklyn, dove si è trasferito di recente in una villa del 1850. Gloriosa, con viste spettacolari sull’acqua, ma un tantino angusta, anche se non troppo per lui che qui ha trovato l’ispirazione. Spiccano abiti double-face a quadri, con l’orlo sfiatato davanti. Poi, i contrasti: il cappotto con cappuccio è in una lussuosa spina di pesce creata con Loro Piana e indossata sopra un delicato abito a rete a pois. Lippes ama le forme rilassate, i colori vintage e la semplicità.

REBECCA MINKOFF: Fiori, tantissimi accessori e colori pop sfilano durante la settimana della moda newyorkese sulle passerelle di Rebecca Minkoff.  Le gonne asimmetriche sposano il giallo intenso, il verde e il rosa shocking; le giacche oversize, invece, si caratterizzano per i revers ampi e annodati in vita. Anche in questa collezione spiccano le piume, che donano movimento alle mise. Un inno alla libertà e all’ottimismo delle donne di tutte le taglie! Le curve, infatti, sono accentuate da abiti e gonne con cinture, lacci e marsupi in vita, nei colori della terra e con richiami floreali. 

TORY BURCH: Ad aprire il defilé sono i cappotti extra long, strutturati, composti. Con tripla chiusura in oro, sovrapposti ai polsini esuberanti delle bluse. Le giacche, spesso in panno, si indossano con la gonna fluida in seta; accostamenti di tessuto che ritroviamo anche sugli abiti con microflower e velluto. I colletti sono barocchi, a volte lunghissimi sulle camicie con le frange. La gonna va sempre oltre il ginocchio, riservata anche sui completi da gran sera, spesso impreziositi da maniche in pizzo. Accessori in vista: stivali e borse grandi con catenella.

PRABAL GURUNG: Il color block è il punto forte di questa collezione: rosso + giallo, azzurro + giallo, fuchsia + azzurro. E poi le piume, anch’esse coloratissime, su una base nera. Si apprezzano le forme libere, simbolo di una donna indipendente e frizzante, che, comunque, non rinuncia alla sensualità del vedo non vedo con top in pizzo indossati su pantaloni tartan e blazer con spalline a palloncino. Si vedono scollature profonde, microflower  e giacche kimono con richiami orientali dal filo d’oro. Infine, dettagli di imbottiture accostati alla seta e alle forme fluide. 

CAROLINA HERRERA: Le sue donne sono romantiche, svolazzanti, leggere come farfalle. I magnifici abiti Herrera aprono la passerella per poi lasciare spazio a completi di design. Le giacche lunghe, sono infatti strutturate e hanno dettagli stravaganti, come pieghe o fiocchi. Punte di colore su mise black&white; mentre il tailleur è rivisitato nel colore (azzurro eccentrico) e nella forma (aperto sui fianchi). Presenti i camicioni, gli abiti lunghi e i trench destrutturati. Questa collezione è il trionfo del colore: giallo, arancio, fuchsia. Le lunghezze? Vanno dal mini all’extra long, non hanno diktat! 

ALICE AND OLIVIA: Una foresta onirica e misteriosa, funghi d’oro ed elementi magici, hanno ospitato gli abiti del brand, dalle mini con paillettes alle t-shirt strong, dalle nuance maculate alle sfumature metalliche. A catturare l’attenzione, oltre al surreale contesto, è stata la maxi gonna in piume variopinte, giocosa, strong, indossata con le slogan t-shirt “Go love yourself” e “Strong female protagonist”, un contrasto sicuramente eccentrico, ma molto acclamato dal pubblico. Le scene spaziano dall’elegante oro all’esagerato colorful, al paese delle meraviglie innevato con nuovi modelli di abiti da sera, tra cui una gonna a balze dall’allure regale, top monospalla con paillettes sul velluto, le piume bianche e le giacche reversibili. Wonderful! 

PROENZA SCHOULER:  Su un grattacielo di Manhattan hanno sfilato gli abiti di Proenza Shouler; location ideale per una donna lavoratrice che vive nelle grandi città. Cosmopolita e moderna, la collezione si snoda tra abiti in lana bianca, giacche maschili, pantaloni che si aprono con le zip e stivali squadrati dal tacco metallico. Il tutto senza rinunciare alla femminilità, riprodotta da abiti lunghi, aderentissimi, plissettati e da schiene nude. Apprezzati i richiami alle opere pop, concettuali e minimaliste dell’artista statunitense Sol LeWitt. 

ANNA SUI:  Un’esplosione di colori, dai capelli alle calze. La donna di Anna Sui sembra una bambola anni ’60 che indossa abiti eccentrici, con stampe dal retrogusto asiatico. Cappotti in velluto, blazer ricamati, abiti a trapezio con piume sugli orli inferiori, balze, trasparenze, fiori, intrecci di forme, piumini coloratissimi. Sembra di vivere in una dimensione fantastica, pop. Questa collezione, infatti, segue le regole del ‘poptimismo’, portando lo spettatore in un poster dei concerti dei primi anni ’60. 

HELMUT LANG:  Un omaggio al minimalismo anni ’90 con elementi essenziali, urbani, perfetti per la città. In uno spazio del Chelsea, gli spettatori sono stati accolti con bottiglie di birra e uno schermo gigante che permetteva la visione a 360° del defilé. I materiali prediletti da Helmut Lang sono la pelle nera, la flanella di lana, la viscosa double face e i materiali con sfumature metalliche. Si tratta di uno stile essenziale, un po’ androgino, dove il pantalone ha la meglio, spesso indossato anche sotto la gonna. A tornare in passerella, proprio per omaggiare gli anni novanta, è anche il denim, sia sulla giacca che sul jeans a cinque tasche. Look pensati sia per la donna che per l’uomo.