MFW: camicie di forza contro i diktat della società, GUCCI sorprende.

Milano Fashion Week Primavera Estate 2020
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In chiusura MFW Spring Summer 2020. Nella giornata di Domenica 22 Settembre il defilé ha ospitato storie del calibro di Gucci, con il suo urlo agli stereotipi e alle etichette sociali; richiami all’Oriente grazie alle collezioni di Shuting Qui e Atsushi Nakashima, e poi amore per la femminilità, per le donne multitasking, per quel lato mascolino che a volte necessita di venir fuori. Un susseguirsi di arte che incuriosisce, spiazza e ammalia.

Hanno sfilato DROME, BOSS, SHUTING QIU, LAURA BIAGIOTTI, FILA, ATSUSHI NAKASHIMA, GUCCI e CRISTIANO BURANI.

DROME Benvenuta a MFW! la prima volta di DROME è un successo con una collezione che va indietro nel tempo, agli anni 70/80, quando le spalle imponenti e i completi maschili erano modaioli al quadrato. Tutto questo oggi gioca con la leggerezza e le fantasie, con la seta, gli intrecci e le linee pulite. Ci piacciono molto i cinturoni in pelle che spezzano gli equilibri, i fiocchi marinari e le stampe nature. I colori? Quelli della terra, delicati, corposi e caldi. 

BOSS Come sempre si contraddistingue la compostezza e la sartorialità del marchio. In passerella il bianco ghiaccio gioca con il verde acido, le maniche a campana lunghe a mezza mano si fanno notare sui capi unisex, e una punta di rosso illumina l’intera collezione. I colori spaziano dal cammello all’azzurro/grigio cielo, per poi focalizzarsi sul blu, in ogni sua sfumatura, lì per richiamare l’oceano mare, infinito, penetrante, strong.

SHUTING QIU L’India, un luogo che ispira e che da vita a questa collezione in cui stampe e ricami apprezzano le contaminazioni scozzesi. L’omaggio va altresì alla scrittrice Virginia Woolf, per lo spirito eroico e romantico che la contraddistingue; nascono così mix su colori e lunghezze, elementi miscelati fino alle calze, perfettamente in pendant con il resto della mise. Espressività sulle spalle, ora scoperte, intraviste, ora invece coperte da spalline architettoniche. I tessuti? stratosferici, luminosi, in completa combinazione con i bijou appariscenti: orecchini, cerchietti, ma anche colletti e borse. 

LAURA BIAGIOTTI A MFW sfila ‘Forever’, un guardaroba senza tempo, libero da ogni costrizione sociale e adatto a tutte le età. Quelli di Laura Biagiotti sono abiti che una madre può lasciare alla propria figlia, come nel caso di Anna Cleveland che ha aperto e concluso lo show, sfilando a sei mesi dall’apparizione della mamma Pat Cleveland sul catwalk del brand. A trasparire è la leggerezza delle giacche in lino destrutturate, dello chiffon, dei fiocchi, dei completi pijama e dagli abiti lunghi svolazzanti. I colori seguono la scia, e quindi bianchi, pastelli, stampe floreali e piccoli tocchi di colore acceso rendono questa passerella molto romantica e cool.  

FILA Sporty chic al quadrato: elementi sportivi sposano mise sfavillanti. I lustrini vanno con il marsupio e le scarpe flat, il plissé si indossa con la felpa e le textur futuristiche, quasi lunari, vanno sul capo spalla. Non mancano naturalmente le tute e le sneakers, i pantaloni quasi sartoriali, persino completi con giacca doppiopetto. La cosa che spicca di più, insieme alle felpe dagli accostamenti cromatici dall’aria vintage, sono gli accessori. Proprio attraverso questi si può vedere quanto un brand di sportswear non si limiti più ai borsoni da palestra, e cominci a somigliare a un brand di ready to wear come gli altri.  

ATSUSHI NAKASHIMA Si chiama Claivoyance la collezione primavera-estate 2020 portata in passerella da Atsushi Nakashima. Il richiamo al Giappone è chiarissimo grazie alla presenza degli obi in vita, del saio e dei tessuti sovrapposti. Spiccano completi da uomo scozzesi con tanto di gilet, camicia e giacca. I pantaloni sono a zampa nei toni scuri, da museo, in combinazione con il lato più femminile della collezione, le stampe che sembrano trasparenze poiché riproducono il corpo nudo, come un’opera di Raffaello.

GUCCI  Gucci chiude MFW ss20 in maniera impeccabile. Come sempre il suo fashion show è attesissimo. Privo di diktat, questa volta si schiera con la libertà di espressione e di genere. Due momenti ben separati si snodano nell’headquarter di Via Mecenate, trasformato per l’occasione in uno spazio ‘clinico’, freddo, inerme, con luci al neon che illuminano 60 look (non in vendita) bianchi e avorio, allusioni alle uniformi imposte dalla società e da coloro che la controllano. Una visione estrema che termina con un black out e che da il via alla seconda parte del defilé. Pizzi iperfemminili, maliziosi e a tratti strong aprono la scena, la quale si affaccia poi ai completi anni 70, alle cravatte da Yuppies, agli abiti di paillettes con lunghi guanti in pelle. Le camicie e i top sono accostati a pantaloni di foggia maschile, spezzata da eclettici pattern. Gli accessori? Bellissimi! Gucci propone borse a spalla, minaudiere, zaini e bauletti in pelle; gli occhiali da sole con montature esagerate corredati di catenella, anch’essa maxi, sono molto protagonisti. E poi cinture a catena, collane in metallo brunito, choker in vinile e spille ricoperte di strass. 

CRISTIANO BURANI Una collezione, questa presentata a MFW, che ama sperimentare, che nasce da un viaggio a Seattle e che si lega ai volti delle persone incontrate per strada e ai concerti. Musica rock, urban e tessuti amalgamati sono il fil rouge dei modelli, creati per la maggiore con la crinolina, un tessuto economico che oggi riprende vita, soprattutto sull’abito paracadute color Tiffany, realizzato con la tecnica di colatura di colore e che, grazie al raso di seta, diventa perfetto per la sera. Un capitolo a parte merita il tulle, tradotto in abiti romantici da sera con elementi grunge come il micro top a costine e le culotte a vista. Perfetta anche la gamma dei colori: il nude abbinato al verde Tiffany, il cuoio e il cammello, il verde bandiera e lo smeraldo con il fucsia, L’arancione e il giallo nelle sfumature più soft. Quanto agli accessori, anfibi e sabot high heel hanno la meglio. Accenti retrò spuntano nelle borse, maxi buste e clutch che hanno origine vintage ma che, inserite in look grunge, creano un effetto a contrasto che risulta intonato.