Intervista a Samaritano: ricordi di un “Caffè Nero Bollente”

È uscito “Caffè Nero Bollente”, il secondo singolo del cantautore siciliano Samaritano estratto dall’album “Convergenze”.
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Si aggira per casa, lui non c’è, ma a lei importa poco e soprattutto, ha deciso di dire basta e di ricominciare da sé”. (Samaritano feat Mimmo Cavallo)

Dal 9 aprile è disponibile su tutte le piattaforme digitali e in radio “Caffè Nero Bollente”, la nuova uscita per Samaritano (pseudonimo di Salvatore Samaritano) che si avvale del featuring di Mimmo Cavallo, autore originale della canzone scritta per Fiorella Mannoia in occasione della sua prima apparizione al Festival di Sanremo nel 1981; un mix fatto di calore e una forte capacità interpretativa.

Una cover assolutamente non banale, un brano dalla personalità unica e con un sound da far venire la pelle d’oca. La produzione artistica è di Salvatore Samaritano (voce) e Roberto Mezzatesta (piano, tastiere, synt), che si è occupato anche degli arrangiamenti. Hanno collaborato al brano Fulvio Buccafusco al basso e Antonino Anastasi alla batteria. La voce di Mimmo Cavallo è stata registrata da Palmiro Nigro presso Studio PN Production (Monteiasi,TA).

“Caffè Nero Bollente” racconta la storia di una donna insoddisfatta, un testo forte che divenne anche un punto di riferimento del movimento femminista italiano. Lo sfogo di una donna legata ad un uomo che non la ama più che, ciò nonostante, in un inverno colore caffè nero bollente, seppure rabbiosa e angosciata in una casa che è una galera, riprende la forza per dire che non ha bisogno di nessuno e che si basta da sola.

Anche questo brano, elegante e con un groove pazzesco, come il primo singolo “Adesso con chi stai?” (feat. Mario Venuti), fa parte del nuovo album “Convergenze” che vedrà la luce alla fine del 2021. Il disco rende omaggio in chiave pop-jazz agli autori e ai brani che hanno fatto la storia della canzone italiana. La tracklist è dunque variegata e vede la partecipazione di moltissimi artisti: Caffè Nero Bollente (con Mimmo Cavallo), Felicità (con Pierdavide Carone), Rosanna (con Nino Buonocore), 29 Settembre (con Gianni Donzelli degli Audio 2), A chi mi sa dare musica (con Lello Analfino Tinturia), Adesso con chi stai? (con Mario Venuti), Solo un gigolò (con Cirrone), Il gioco delle parte (con Mariella Nava), La casa del pazzo (con Rosario Di Bella), Guardastelle (con Bungaro), Lontano lontano (con Vittorio De Scalzi New Trolls) e Guarda che luna (con Ruggero Mascellino).

Reinterpretare vecchi successi è un’operazione coraggiosa, ma se dietro si presenta un lavoro di così alto livello, ecco che i nostri sensi si trovano di fronte ad una esperienza musicale a dir poco unica. “L’intento è stato quello di rendere un autentico omaggio agli autori di brani storici e di rinnovarne la bellezza intrinseca, conservandone l’essenza. Gli antichi romani dicevano ‘novare serbando’, ed è in questa antica visione circolare della vita delle cose che nasce il progetto Convergenze”, racconta il cantautore Samaritano. “A convergere, ognuna delle tracce, sono due voci, due anime, due visioni: quella di chi ha scritto il brano e quella di chi ne ha immaginato una metamorfosi, una contaminazione”, conclude l’autore palermitano per spiegare quale sia l’anima del progetto.

FashionNewsMagazine ha incontrato Samaritano per rivelare qualche dettaglio in più dell’autore ai suoi curiosi lettori.

Tra poco uscirà il tuo nuovo album “Convergenze”. Come è stato lavorare e duettare insieme ai grandi della musica italiana?

È stato stimolante, da non dormirci la notte per il fuoco dentro, ed è certamente stata una scommessa con me stesso. Quella che si definisce una sfida artistica. Sapevamo, io e Roberto Mezzatesta (coproduttore artistico e arrangiatore), di aver fatto un buon lavoro. Sapevo che dare una nuova veste ad un brano già amato dalla gente è un grosso rischio. Qui però la missione è stata qualcosa di più che rifare il look alla canzone, ovvero spostarla in un nuovo ambiente musicale, verso i sapori e le atmosfere del jazz, rispettando però la struttura del brano. Sinceramente non mi aspettavo tutta questa generosità da parte degli artisti che, bontà loro, hanno accettato di collaborare al progetto”.

Sei cantautore, musicista, interprete, architetto e docente di arte. Quale è il segreto per coniugare tutti i tuoi impegni artistici e lavorativi? Pensi che la musica e l’architettura abbiano in un certo modo qualcosa in comune?

Quello di voler coltivare tutte le mie passioni, l’architettura, l’insegnamento e ovviamente la musica, è stato il fondamento della mia vita, e forse anche un limite, una prigione. Non so immaginare l’assenza di una di queste tre cose. Certo, realizzarle tutte è stato tutt’altro che semplice, direi estenuante. Il segreto? Amare e lasciarsi travolgere dalla passione per l’arte. In fondo, a pensarci bene, architettura e musica hanno in comune la voglia di voler produrre e donare bellezza. L’insegnamento? Beh, anche quello altro non è che irrefrenabile voglia di comunicare”.

La tua carriera musicale inizia già molto giovane. Hai qualche ricordo della tua esperienza artistica fino ad oggi vissuta, positiva o negativa che sia, che porterai sempre con te come insegnamento?

Quello che ricordo con grande tenerezza sono i miei esordi, le prime canzoni scritte a quattro mani con la cantautrice Aida Satta Flores, le prime collaborazioni discografiche, le serate nei pub e nei piccoli club, dove impari che è molto più difficile portare a te un pubblico raccolto che cinquemila persone in uno stadio”.

Le tue opere artistiche, dal sound originale e ricercato, sono sempre non banali con uno stile rispettoso della nostra cultura italiana musicale. Come definiresti la tua musica? Come definiresti Samaritano come artista?

In questo lavoro, io e Roberto Mezzatesta, che con me ha condiviso ogni sforzo fino alla fine, abbiamo semplicemente dato un altro aspetto alla bellezza, alla raffinatezza musicale già intrinseca della nostra musica d’autore. Il mio obiettivo? Riportare il sapore e l’eleganza del jazz nella canzone italiana e proporre questa ricetta al grande pubblico, secondo me pronto ad uscire dalla nicchia”.

Un disco che permette un tuffo nel passato, in quelle canzoni che hanno segnato un’epoca, arricchite da suoni innovativi e arrangiamenti originali che colorano a tinte vivide il mood; brani in cui è facile ritrovare dolci ricordi.