Clarins e la responsabilità ambientale

“Grazie alle piante, Clarins fa sbocciare la bellezza”
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Sono circa 230 le tipologie di piante utilizzate dall’iconico brand Clarins per la formulazione dei suoi prodotti di cosmetica. Qualche esempio? L’estratto di harungana, l’ambiaty, il katagray, la salicornia marittima o l’estratto di cangzhu. Conoscevi i nomi di queste piante? Beh è proprio grazie a questa ricca biodiversità che è possibile creare il giusto mix per rendere la nostra pelle fantastica. E se da un lato la natura è generosa, dall’altro, le aziende virtuose, si devono impegnare per preservare questa preziosa biodiversità. 

L’impegno per l’ambiente di Clarins

Clarins segue delle rigorose linee politiche relative agli ingredienti: non vengono utilizzate piante a rischio di estinzione e vengono rispettate le disposizioni internazionali per la tutela dell’ambiente, come la Convenzione di Rio de Janeiro e quella sul commercio internazionale di esemplari di specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione. Vengono privilegiate materie prime provenienti da agricoltura biologica, le piante coltivate a livello locale e quelle provenienti dal commercio equo e solidale. 

Già dagli anni ’90, il brand è stato pioniere nella salvaguardia della biodiversità. In quel periodo lancia Alp Action, un’associazione creata dal principe Agarica Khan per la conservazione della ricca biodiversità alpina.

In Europa, Asia e Sud America, Clarins partecipa ad altri programmi per la tutela della biodiversità. Per le sue piantagioni, Clarins collabora con popolazioni autoctone e sceglie partner che condividono gli stessi valori ambientali. 

La questione packaging e produzione

La scrupolosa scelta delle materie prime non riguarda solo le formulazioni cosmetiche, ma anche il packaging. Per questo motivo, nello sviluppo dei prodotti, il team Clarins applica i principi dell’ecoconcezione, una prassi volta a stimare e anticipare gli impatti sull’ambiente al fine di contenerli in un’ottica di progresso costante. 

La stessa politica viene seguita anche nei siti industriali, dove viene costantemente monitorato il consumo idrico ed energetico, così come lo smaltimento dei rifiuti. Per la costruzione del nuovo edificio Clarins di Parigi, per esempio, il brand ha ottenuto una doppia certificazione, HQE (Haute Qualitè Environnementale – Alta qualità ambientale) e BREEAM (Building Research Establishment Environmental Assessment Method – Metodo di certificazione ambientale del BRE).