Di Kelly Evans
Caffè e Bon Ton, un rito che si rinnova da secoli
Momento speciale, quasi parte del DNA di ognuno di noi, il momento Caffè! Quante volte siamo stati inviatati per un caffè, e quasi mai ci siamo chiesti se legato al berlo ci siano regole da seguire e se il Bon Ton ne rimarchi qualcuna piu’ di un’altra. E in effetti non ci sono solo regole sul come prendere il caffè ma soprattutto sul come prepararlo. L’attrezzatura della Regina della Casa prevede che il caffè sia fatto con la moka, oramai oggetto vintage e quasi introvabile negli case degli italiani, a meno che non si parli di regioni dove eliminare la moka dagli scaffali di vendita, è equiparato quasi al cancellare il Santo protettore della Città. Parlando di macchinetta, il primo consiglio da mettere in pratica è quello di lasciare sempre dei chicchi non macinati di caffè nella moka: manterranno il gusto e l’odore tipico della miscela, soprattutto nel caso in cui la moka non venga utilizzata così tanto di frequente.
Ed ora avventuriamoci tra le regole del ”rito” e poi le curiosità che questi magnifici semi ci regalano ogni volta che lo desideriamo come compagni di un momento speciale di convivialità, o per l’esatto opposto, di estrema solitudine.
Solo la regina della casa potrà servire il caffè ai suoi ospiti, anche se il vassoio le potrà essere portato da una persona differente. Tazzine in porcellana, il bricco per il latte, la zuccheriera ed un vassoio, sono il kit che non puo’ mancare e suggerisco anche che, deve essere rinnovato spesso, se parliamo di servizi commerciali. Così come ben venga, chi in casa invece possiede un delicato servizio in porcellana; sicuramente vi distinguerà e renderà onore alle belle tradizioni legate all’ospitalità.
Ma come si procede per servire? La prima persona ad essere servita è sempre quella di maggior riguardo, a seguire le altre donne presenti nella stanza e per finire i signori. Il padrone di casa verrà servito per ultimo dalla moglie appena prima di riempire anch’essa la propria tazzina. E’ bene, se dovesse mai capitare di trovarsi ad un vecchio mercatino di antiquariato, o di quelli piu’ famosi, sparsi tra le varie capitali europee, scovare un completo di cucchiaini in argento, quelli rilegati in fantastiche custodie di velluto blue o color amaranto. Si trovano spesso in confezioni da sei pezzi. Faranno sicuramente la differenza e vi renderanno merito, anche solo per l’impegno prodigato nello scovarli: saranno perfetti e non passeranno mai di moda, anzi è buona usanza regalarli alla propria figlia, come piccolo patrimonio di famiglia per l’ora del caffè.
Nel serving attenzione: manico e cucchiaino sempre a destra (questo dovrebbe accadere anche nei comuni bar) con il quale si potrà mescolare lo zucchero precedentemente inserito nella bevanda con l’uso di un’apposita posatina di servizio (sassola o molletta da zucchero). Lo zucchero va sciolto mescolando dal basso verso l’alto. Il cucchiaino andrà infine appoggiato sul piattino. Suggerisco, di lasciare una zolletta di zucchero, magari aromatizzata sul piattino; sarà molto d’effetto. Ovviamente la tazzina si prenderà dal manico ed il caffè bevuto a sorsi, per rinnovare il rito e gustarlo nel tempo dando pregio alla chiacchiera di sala ed al convivio. Il caffè puo’ essere accompagnato da piccoli dolcini, veramente piccoli. Attenzione alla scelta dei sapori. Si prediligono quelli al cacao, vanilla e mandorle; un po’ meno ai sapori agrumati soprattutto al limone. In ultimo , ma non per minore importanza, il fattore piu’ importante dopo la scelta di una ottima miscela, che pero’ deriva molto dai gusti personali della padrona di casa e dal posto dove ci si trova nel mondo, è la temperatura alla quale dovrà essere servito il caffè.
Il caffè deve essere caldo, e in Italia, abbiamo l’usanza per mantenere la temperatura di versarlo direttamente dalla moka. Nei paesi anglosassoni, il caffè viene versato in bricchi; ma anche lì, per far si che la temperatura sia elevata, il bricco viene precedentemente scaldato. Così paese che vai, usanza che trovi; e in questa devo dire che l’Italia a mia avviso a un vantaggio, e quel vantaggio si chiama proprio caffè. Ne ho bevuto, adorandolo, tanto in molte parti del mondo che ho visitato, ma l’aroma che assaporiamo da quello fatto in Italia è veramente speciale, e quasi irripetibile.
Vi saluto con le regole in piccole per evitare brutte figure, che ritengo di patrimonio comune, ma REPETITA JUNVANT e quindi: la regina della casa non deve mai zuccherare il caffè senza aver chiesto all’ ospite prima e deve versare il caffè davanti a lui. E per l’ospite? Mai alzare il mignolo; mai roteare la tazzina e soprattutto mai chiedere il bis..
Buon Caffè!








