Alla NY Fashion Week pare che Jeremy Scott abbia esaurito le idee, mentre Nicole Miller interpreta il grunge americano con stile francese

È iniziata la settimana della moda newyorkese, che segna l’inizio del ciclo di sfilate Spring/Summer 2019.
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Ed eccoci tornare nella grande mela: tappa di partenza delle fashion week che ci accompagneranno per tutto il mese. In passerella, le collezioni primavera/estate 2019. La New York Fashion Week viene aperta dal designer super-pop Jeremy Scott, Nicole Miller con il suo new-grunge, dal caposaldo della moda newyorkese Tory Burch e dall’ammaliatore del lusso Tom Ford.

 

Jeremy Scott ci è sempre piaciuto per il suo essere così giocoso, pop, colorato e divertente. Il problema è che da qualche anno a questa parte, ci ripropone sempre le stesse cose e non vi è più confine fra la sua linea e Moschino. Il designer ha fatto notare come, per la prossima stagione estiva, si fosse ispirato al suo enorme archivio di abiti ed oggetti, scavando nei meandri della memoria. Pare che il simpatico Jeremy, sia un grande accumulatore e non getti mai via nulla. Sostanzialmente un “sepolto in casa”, ma con una casa piuttosto grande rispetto alla media. Sembra, però, che per trovare l’ispirazione non sia andato poi così indietro nel tempo: in passerella troviamo capi e stampe pressoché identici alle passate collezioni Moschino. Prendiamo un esempio eclatante: il completo con crop top e gonna in rosa con pattern Pokemon: togliete Pikachu e mettete il logo Barbie…et voilà! Collezione Moschino Spring/Summer 2015. Gli outfit in stile motocross con tanto di ginocchiere? Moschino Menswear Spring/Summer 2016. Le stampe patches? Love Moschino (praticamente ogni anno). Ed ancora altre “novità”: il tartan in stile grunge, le scritte “Sex”, le polaroid, il camouflage, i cartoni animati e la palette psichedelica. Che questo grande creativo abbia esaurito le idee?

Nicole Miller ci ha, invece, piacevolmente stupiti. Il suo stile bon ton, acquista una denotazione grunge per la stagione spring/summer 2019. Nonostante il taglio a vita bassa dei minidress non ci convinca molto, riesce a rendere chic le varsity jacket accostandole a shorts e bluse in seta; le camicie sono crop e sfilacciate e le paillettes illuminano il black&white su abiti midi e giacche urban. C’è denim, stampe polaroid, animalier e camouflage. Una versione contemporanea e chic della Seattle anni ’90… una sorta di Courtney Love “ripulita” e senza rossetti sbavati. Questi look vincenti vengono accessoriati con collane multichain, Converse All Star con platform, stivaletti in vernice, sandali con dettagli in pvc e minibags portate a tracolla.

Tory Burch porta in passerella una donna globe trotter, che lascia la caotica Manhattan a favore di climi mediterranei, in outfit ispirati a Italia, Grecia e Spagna. Colori pastello ed ancora un piccolo residuo di quello stile vittoriano che ha caratterizzato le ultime due stagioni. E se le balze ci hanno, probabilmente, un po’ stufati, i completi a righe verticali portano in alto lo stile della sfilata, così come gli scamiciati lunghi, i trench ed in pantaloni morbidi stampati. Sneakers onnipresenti ed una buona varietà di borse, tutte rigorosamente da portare a mano. Accessori chiave diventano anche i cappelli da giovane esploratrice, deliziosamente anni ’20.

Tom Ford riesce sempre ad uscire fuori dal coro e presentare il suo stile sensuale ed estremamente sofisticato. Un marchio di fabbrica, ormai riconoscibilissimo. È maestro nell’esaltazione della silhouette e quando vediamo i suoi capi sentiamo già il senso di soggezione di una “donna potente” con la puzza sotto al naso. La sfilata inizia in modo aggressivo, dominata dalla pelle e dal nero, per poi evolversi in una palette più neutra, con gonne longuette in seta sottile che danno un senso di leggerezza, trench con maniche a sbuffo, giacche in satin luminoso ed ammiccanti inserti in pizzo. I pantaloni morbidi sono caratterizzati da una banda in satin lungo il fianco e vanno portati lunghi, lunghissimi… come ci fosse un orlo da sistemare! Il pezzo più cool della collezione è sicuramente la giacca-gilet con manica mancante, sempre in satin di seta. Un pezzo stravagante nel suo minimalismo. Pollice in basso per le uscite animalier e le bandane in testa, che non sempre si sposano bene agli outfit.