È vegan, ma non farlo pesare agli amici: Mercato Centrale di Termini

La bontà è elementare, come l'amicizia
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“Ci vediamo ?” 
“Dai si certo !” 
“Per un aperitivo?”
Ok, calmati , riuscirai a imbastire alla tua amica Carlotta, che si trova casualmente in un posto vegano, che passavate di lì, che era a metà strada, che era semplicemente la soluzione più semplice, che per te un posto vale l’altro ma già che ci siete…

No! Non posso dai, alla fine la sincerità conta, sopratutto nell’amicizia e che CAVOLO!
Strizzo lo sguardo, noncurante di alimentare le rughe, è una posa necessaria per riflettere: idea! Parecchi amici mi hanno parlato del Mercato centrale della stazione Termini, un posto dove, a quanto pare, mi posso liberamente amalgamare nella folla, dove c’è davvero di tutto, un’offerta che spazia dal mitico Trapizzino al vino al bicchiere di Luca Boccoli; il ramen di Akira Yoshida e davvero tanto altro ancora. Insomma ce né per tutti, non dovrò quindi proporre con la solita apprensione “se non vi scoccia andare al Vegano”, NO, potrò sentirmi libera di nutrirmi veganamente e selvaggiamente senza sentire quel peso, quel macigno di responsabilità.
Propongo.
Accetta entusiasta.
Andata.
 
Il mercato centrale di Termini, da cui si accede dall’entrata di via Giolitti, è uno spazio a mio parere davvero fresco ed innovativo.
Al di là del fatto che propone una cucina “trasparente”, perché ognuno è in grado di “spizzare” come i piatti vengono preparati, si respira un atmosfera rilassata e chiassosa, decisamente amichevole. Non solo offre un punto di ristoro originale per chi in partenza o appena arrivato nella capitale ha voglia di un boccone veloce, ma presenta uno spazio assolutamente informale, dove senti la libertà di approcciarti senza badare minimamente all’outfit, senza però rinunciare per questo ad una cucina sana e prelibata.
Nonostante le indicazioni on-line fossero chiare, entrata a Termini, punto i treni. Esercitano un appeal oscuro sulla mia persona, come tutto ciò che si muove e che si sposta velocemente verso qualcosa di ignoto, ma io non ho la valigia, ma sopratutto non ho il biglietto, ma sopra tutto di tutto ho 20 euro in tasca ed ho un appuntamento con la mia amica.
Sorrido con un briciolo di malinconia, forse un tempo l’avrei fatto, mi correggo l’ho fatto eccome…comunque, è solo l’aria trasognante che mi permette di superare Victoria’s Secret senza provare nessuna strana compulsione, attraverso i vari stand di Versace e compagnia bella con altrettanta fermezza d’animo, d’altro canto ho 20 euro, che diventano la forza motrice che mi spinge a raggiungere la mia destinazione senza esitazioni.
Carlotta mi attende sorridente, su una delle panche riposte al centro del “mercato” stile pic-nic, l’atmosfera è chiassosa e colorata, il flusso continuo di gente e di aromi fa si che il clima sia in qualche modo surreale, non capisci bene dove sei, ma non te ne importa niente. C’è addirittura una voce che si alza da lontano “fruttaaaaaaaa frescaaaa”e mi viene da sorridere, chissà se a lei fa lo stesso effetto??! Ma non dico niente, non voglio distrarla dai nostri discorsi, probabilmente stiamo condividendo in silenzio qualcosa.
Non è di certo colpa mia se dietro alle nostre spalle arriva il profumo dei funghi misti ai carciofi, dal banco di Alessandro Conti e Gabriele La Rocca.
“Charly ma qualcosa da spizzicare?” 
“Certo vai, io prendo un’altra birra”
Mi presento con un piattone di patate al forno (con buccia), carciofi e funghi… che ve lo dico a fare, spaziali!
Dal Banco, poi, arriva il ragazzo e ci regala un carciofo alla Giudea…
“Wow! Grazie”
 
 
Se non sottolineiamo ai nostri commensali che stanno mangiando Vegano, secondo me se lo godono di più, perché li svincoliamo da un etichetta, da una categoria.
Chiacchiere, confessioni tenute nascoste, che poi abbiamo bisogno di condividere con le amiche, la profondità che si raggiunge quando due occhi sinceri e amici si raccontano e il chiasso del mercato diventa muto.
Effetto: sospensione irreale, di quando stai davvero ascoltando qualcuno, di quando certe parole ti toccano, di quando vorresti essere forte e speri che le luci in qualche modo possano offuscare l’emozione lucida dei tuoi occhi, stavo per esordire con “mi è entrata una cosa nell’occhio” , ma mi è uscito più fluido, “ma se ci stecchiamo un panino…” tanto lo sa che sono vegana, tanto il panino vegano del Mercato centrale è buono, lo so per certo (perché l’ho già testato tramite l’home delivery).
Ed è stato mentre ci sbrodolavamo con l’hamburger Vegano di Marcella Bianchi, (perché presentatemi qualcuno che non si smeciacchia con l’ hamburger), che i pensieri che si erano sedimentati dentro, si sono tramutati in risata, lei aveva la maionese sulla punta del naso, e io fili di cavolo rosso incastrati nella catenina..e menomale che certi momenti ci fanno tornare sani ed elementari.
Marcella Bianchi seleziona prodotti ortofrutticoli di stagione, coltivati con metodi ecocompatibili, una scelta che favorisce la scelta di piccoli produttori , il consumatore e l’ambiente!
Buono, sano e verde…perchè no??
 
A cura di Noreen Loiacono e Delfina Mingione