‘L’imperfezione è la nuova perfezione’, Versace sfila a Milano ed è un urlo all’irrealtà dei social!

Milano Fashion Week FW 19/20
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Continua la settimana della moda milanese. Un’esplosione di arte, colori e creatività che nasce dalle passerelle e si snoda sulla strada, dove influencer, modelle e fotografi vivono uno show parallelo, altrettanto ‘woow’. Nella terza giornata hanno sfilato Tod’s, Blumarine, Bottega Veneta, Sportmax, Francesca Liberatore, Etro, MSGM, Icerberg, Marco de Vincenzo, Marni, Versace e Aigner. Entriamo insieme nel vivo delle collezioni. 

TOD’S Un tocco Brit che sposa l’italianità. Il team creativo del marchio di Diego Della Valle, che ha appena accolto come nuovo brand manager l’ex Bottega Veneta Carlo Beretta, ha scelto gli spazi del Pac-Padiglione di arte contemporanea di Milano per portare in scena, da protagonista, la pelle, regina assoluta di questa collezione. Una nuova sensualità sposa i trench stretti in vita, ora lucidi, ora matt; e  le gonne al ginocchio con spacco frontale. Le silhouette sono boxy sulle spalle e allungate sul resto del corpo. La palette va dal mattone al nero, dal maculato al lampone. Bellissimo l’uso delle doppie bag (nero+maculato). Must della linea f/w, il capospalla, declinato in varie versioni: bomber, trench, dal taglio destrutturato, o dalle linee sagomate. 

BLUMARINE  “Siamo donne, siamo forti, siamo brave, siamo passionali e ironiche. Dobbiamo vestirci da donne. Basta piumini, leggins, T-shirt“. Il manifesto di Anna Molinari per Blumarine è chiaro: mai rinunciare alla femminilità! Lo show si apre con golfini argyle che ricordano i rombi delle collegiali, ma trovano nuova freschezza sugli shorts cortissimi. I primi abiti, leggerissimi e monocromi, lasciano presto spazio alle stampe, inizialmente un tantino strong con il leopardato, poi assolutamente e totalmente romantiche.  Le rose, fiore per cui Blumarine è famosa in tutto il mondo, infatti, sono il fulcro della collezione. «L’esplosione delle rose rosse è ovunque e ho voluto fosse così. Nelle maglie fatte a mano, negli abiti da giorno e da sera e nei trench», spiega la Molinari. Blumarine fa sfilare il romanticismo, fatto da fiocchi oversize, forme leggere e svolazzanti, mise da cerimonia color crema, elementi floreali, piume e delicati pizzi. 

BOTTEGA VENETA Daniel Lee, per il suo debutto da Direttore Creativo del marchio, sceglie Piazza Sempione, il sole, la trasparenza e la libertà di essere se stessi. È una collezione minimal la sua, non eccentrica, in cui i completi si portano con anfibi neri chunky e pantaloni infilati dentro, per una donna sicura e un pizzico guerriera. La femminilità, comunque, è celebrata dai top e dagli abiti sui quali si aprono oblò che lasciano la pelle scoperta. La palette alterna toni scuri a lampi di colore: il verde brillante, il metallico, il nero, tocchi di cielo e una giacca arancio.

SPORTMAX Un ritorno al passato che guarda al futuro. Una contraddizione? Forse, ma il risultato è splendido! Così le linee più classiche e gli accenti più athleisure si fondono con capi comfy, perfetti per un daywear che non manca di delicatezza e grazia. Parola d’ordine della collezione è sartorialità, studiata in ogni dettaglio, soprattutto sulle giacche doppiopetto che diventano vestiti. L’elemento tailoring incontra lo sport: il doppio misto cashmere sceglie forme di design, i doppi gilet, i cappelli con visiera, le sneakers blu elettrico. Sfilano poi i montoni, i cappotti multitasking, il cuoio, lo shearling e le pelli lavorate mixate alle camicie in nylon. La palette di colori esplora i toni del grigio, del blu e del bianco, virando alle volte sul verde salvia e sugli arancioni. 

FRANCESCA LIBERATORE Future is female! La fonte di ispirazione è Laika, la cagnolina che nel 1957 è entrata nella storia viaggiando a bordo dello Sputnik direzione Luna. È questo l’immaginario di Francesca Liberatore, che crea per la sua f-w 2019/20 un’ironica dimensione space age trasportata in un pianeta lontano dove poter riflettere sul concetto di essenziale. Le modelle si immergono in volumi ampi ma leggerissimi, costruiti senza imbottiture. Non manca la firma stilistica jacquard che accompagna lane lurex, sete stampate e capi fur. I caschi sono accessori che riportano al senso dell’intera collezione, un incontro tra abitanti di pianeti diversi… perché non siamo soli in questo universo! Piacciono moltissimo le trasparenze, indossate soprattutto nella parte alta della silhouette, con gonne svasate lineari o balze importanti. Tutto nero e metallico, ma con un tocco di colore che richiama le nebulose, dal giallo lime al rosa, dal verdino al lilla. Anche i guanti fanno la loro parte, argento, come le stelle. 

ETRO  Aristocratica e indie, così è stata definita la collezione f/w di Etro, che sceglie i chiostri del Conservatorio Giuseppe Verdi per far sfilare le sue modelle di tutte le età. Sulla catwalk, Edie Campbell, Alek Wek, Farida Khelfa, Jacquetta Wheeler, Liisa Winkler, Violetta Sanchez, Rebecca Laird e Gemma Ward. Corsetti e bustier sono abbinati a stivaletti inglesi jodhpur, lo stile preppy assume connotazioni grunge-underground e, tra sfumature vintage e camicie accostate ad abiti dal taglio sartoriale maschile,  la collezione è volutamente imperfetta. Si notano sperimentazioni materiche ispirate alla tappezzeria, effetti 3d nelle stampe, preziosismi jacquard sulla maglieria e skirt in duchesse total black dal fascino regale. Cinturoni in vita definiscono la silhouette, tripudio di ricami brillanti e paillettes per gli evening dress dall’allure dark. 

MSGM Cuori, fiocchi, romanticismo. Come non innamorarsi? Si tratta di una storia d’amore che nasce, fiorisce, si spezza e poi, forse, ritorna, come si può notare dai cuori spezzati che si ricompongono con la chiusura della giacca. I minidress, rigorosamente rosa shock, si indossano con il cardigan XL in lana, le calze a mezza gamba e le sneakers. È un mix tra una pellicola noir e un cartoon in stile Alice nel paese delle meraviglie. I cappotti, sempre molto baby, hanno la sciarpa integrata, per un’anima funny e innamorata che si snoda per tutta la collezione. 

ICEBERG Biancaneve e i sette nani sfilano a Milano con Iceberg. “Principessa o strega cattiva?”, è il mood di una collezione che spazia dal blu delle prime uscite, al bianco da principessa delle nevi athleisur, al dark power della regina malvagia. Per Biancaneve vestiti e gonne con strati di chiffon, in un gioco di toni di bianco che si sovrappongono l’uno all’altro, grafiche che mescolano stampe floreali al logo distorto e pixelato, abiti che raccontano la storia di un giardino incantato. Da strega, invece, i dettagli bondage si trovano nei parka oversize e nei piumini in nylon e maglia. Tutto molto fiabesco.

MARCO DE VINCENZO Un piccolo cerbiatto di porcellana, oggetto-feticcio nella vita del designer, è il filo conduttore della stagione e fa capolino su borse, orecchini, spille e porta cellulari. Di questa collezione piacciono molto i cappotti di lana svasati, su t-shirt a rete e pois, e le piume sul decoltè di abiti rigidi, composti da gonna e pantaloni capri. Si riconosce un inno all’amore, alla fusione uomo-donna, grazie alle stampe brillanti di un ballo di coppia sulla maxi felpa dalle spalle scoperte. Tanto movimento sul defilé, dato dalle righe, dal plissè, dal satin, e dalle stampe dal moto ondoso. E’ tutto un vortice di energia! 

MARNI Erotismo e sensualità sulle passerelle Marni. In scena una collezione precisa, tagliente, sicura ma anche imprevedibile che spazia dal gusto gotico alla cultura underground. Le forme sono over e in movimento, le pieghe si attorcigliano e si aprono su abiti e kilt, le spalle sono sfaldate su cappotti e giacche. Il tocco dichiaratamente femminile è dato dalle scollature, che si aprono generose per giocare alla seduzione. Importanti gli accessori, collane e anelli hanno forme architettoniche decostruite. Le calzature, invece, sono stivali a tubo e scarponcini con plateau alto,  ingentiliti da effetti luce creata da strass. Un escape game fantaerotico, in cui gli abiti esplorano la sensualità, liberandosi da perbenismi castranti e urgenze di censura.

VERSACE Tornano le top model anni ’90 e Donatella Versace, come sempre, fa le cose in grande. Ad aprire lo show Shalom Harlow, 45 anni, a chiuderlo, Stephanie Seymour, 50. In passerella oltre alle due super, Mariacarla Boscono, Stella Maxwell, Candice Swanepoel, Kaia Gerber, Bella e Gigi Hadid, e Kendall Jenner. Il fil rouge della collezione è la realtà, così com’è, imperfetta: viviamo nell’epoca dell’impeccabilità rarefatta di Instagram e dei social, dove tutto è pulito. Troppo. Per questo è necessario un tocco di imperfezione che renda la moda (e la vita) più reale, che sporchi di vissuto e concretezza gli abiti. «Ci vuole l’imperfezione che è la nuova perfezione», spiega la stilista. Via libera allora a un nuovo grunge, più ricco e colorato. La palette è acida: verde, rosa e pesca declinati anche su collant in pizzo. Il gioco di sovrapposizioni ricorda proprio il modo di fare di quello stile, i reggiseni si indossano sopra i pullover, i maglioni hanno un tocco vissuto, i tweed sono tagliati a vivo e sovrapposti ad elementi che richiamo il mondo bondage, fatto di cinghie e lacci, le pellicce eco, e le calzamaglie supercolorate abbinate ad abitini di seta. Sulle t-shirt campeggia il ritratto di Donatella Versace scattato da Richard Avedon per la fragranza Versace Blonde. Non possono mancare gli stivali must have del momento, visti su quasi tutte le passerelle: i cuissard.

AIGNER Aigner reinterpreta l’Illuminismo, quel periodo in cui ci si distaccò dall’oscurità del Medioevo per guardare a un futuro brillante fondato sul progresso. Ecco perché la sua collezione è costellata da abiti da sera lunghi e femminili in tessuti che sembrano emanare luce propria. Si notano stampe pansy che rompono gli schemi, tulle ricamato, ampi pantaloni, capispalla modello aviatore, piumini e giacche in cui il cashmere incontra la nappa, avvolgenti mantelli, kimono e abiti in pelle. La presenza di dettagli a contrasto dona un tocco di lusso agli outfit: le stringhe metalliche, ad esempio, raccolgono i volumi mentre i metalli scintillanti e i lussuosi filati in lurex dorato sono contrapposti a dettagli colorati a specchio e a tocchi iridescenti. Il focus è ancora una volta sulle borse, che spaziano da accessorio irrinunciabile per il giorno a gioiello per la notte, un tutt’uno con il look.