Dior, Saint Laurent, Chanel e Louis Vuitton: i quattro top di Paris Fashion Week

Paris Fashion Week Primavera/Estate 2020
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Chanel con la Nauvelle Vague, Dior e la sua moda botanica, Saint Laurent e le sue groupie super chic, mentre Louis Vuitton viaggia fra la Belle Èpoque e gli anni ’70. A conclusione del fashion month arriva il momento che più stavamo aspettando: quello dei super big di Paris Fashion Week. Quattro brand che hanno definito l’estetica francese, ognuno con la sua peculiarità in fatto di stile.

Tutte le amanti della moda avranno pronunciato il nome “Miss Dior” nella loro vita… ma sapete chi è la vera Miss Dior? Ebbene, si tratta di Catherine Dior, sorella di Christian. Una donna con una difficile storia alle spalle: dopo aver combattuto nella resistenza, è stata deportata in un campo di concentramento. Ma Miss Dior è forte e risoluta: riesce a salvarsi e dedica la sua vita alla botanica, diventando una Gardener molto acclamata. Maria Grazia Chiuri omaggia la meravigliosa storia di questa donna, della quale non sapevamo praticamente nulla finora. Ed adesso, quando annuseremo la fragranza Miss Dior, un concentrato di fiori delicati e femminili, potremmo immaginare la coraggiosa Catherine fra le sue rose ed i suoi bouquet multicolore. Per la collezione SS 2020, in passerella non mancano alcuni capi saldi che definiscono il DNA del brand: trasparenze attraversate da ricami, fishnet, gonne plissettate abbinate a giacca bar. Oltre a motivi flora, grande spazio per il pied de poule e la stampa tie-dye. Gli accessori riprendono il mood bucolico-chic con cappelli di paglia ed espadrillas. La borsa che va per la maggiore è la Dior Book Tote, ma non mancano la Saddle o la 30 Montaigne.

Anthony Vaccarello non porta in passerella da Saint Laurent innovazione, piuttosto riconferma quell’estetica timeless che ha conquistato i nostri cuori da due decenni a questa parte. Questo si traduce in spalle possenti, profondissime scollature a V, contrasti fra lunghi tuxedo abbinati a hot pants, blazer strutturati, velluto e pelle nera. A questo si aggiungono gli immancabili cowboy boots e tutta una serie di capi dall’allure hippie-rock-chic fatti di trasparenze, applicazioni con perline e paillettes, tessuti laminati, motivi paisley e lunghi abiti con balze da gitana. Ultra lussuose groupie del 21esimo secolo! E dopo una sfilza di total black, a chiudere lo show è la venerabile Naomi Campbell, immune dai segni del tempo. La super top indossa un completo giacca pantalone in paillettes con ampio reverse in raso e pumps con braccialetto.

Ma cosa è capitato al fashion show di Chanel? A quanto pare, la youtuber Marie Benoliel è salita in passerella (senza invito s’intende)… ed ha iniziato a sfilare fra le modelle. Cosa non si è disposti a fare per un po’ di notorietà? La cosa più buffa è stata vedere Gigi Hadid fermarla e scortarla fuori. Ci piace questa versatilità: Gigi ha un lavoro assicurato come security guard in caso volesse lasciare il suo lavoro da modella! Ma torniamo on topic: questa sfilata sarà soprattutto ricordata come il debutto di Virginie Viard nel ready to wear di Chanel dopo la morte di Karl Lagerfeld. Cosa è cambiato? Il brand appare molto più giovanile, con un leggero cambio di target. Certo, non stiamo parlando di una vera e propria rivoluzione. Abbiamo sempre il tweed, i completi doppiopetto e le borse matelassé, ma tutto in versione under-30. L’ispirazione parte dalla Nouvelle Vague degli anni ’60 ed infatti c’è una aria sbarazzina che tocca tutte le uscite. Le lunghezze diventano quindi mini, arrivano le playsuit, le balze ed il denim. Accessori? Pochissimi, giusto gli essenziali: borse classiche a tracolla, clutch con un nuovo logo Chanel, sandali con cristalli e pumps flat bicolor. A qualcuno manca Lagerfeld?

La primavera/estate 2020 di Louis Vuitton è piuttosto eccentrica, più del solito. Questo fashion show pare voler urlare “Vogliamo stare al passo con Gucci!”. Nicolas Ghesquière ci riporta indietro fino alla Belle Èpoque parigina, periodo in cui, peraltro, si è consolidata la grande fama di Louis Vuitton quale colosso della valigeria. Partiamo dunque dal 1800, con maniche voluminose, spalline vittoriane,  abiti dolly, motivi floreali in stile Art Nouveau e bouttonières; attraversiamo gli anni ’70 con mocassini, completi Annie Hall e trench dall’ampio revers… ed atterriamo, infine, nei ’90 con una singolare borsa a forma di videocassetta con tracolla in tela monogram. Un ottimo modo per chiudere in bellezza il fashion month!