FNM People – Intervista ad Emanuele Bruno

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Fashion News Magazine - Emanuele Bruno

Di Denise Ubbriaco

FNM People – Intervista ad Emanuele Bruno

Emanuele Bruno: “Che sia una vittoria o una sconfitta, dopo ogni incontro, porto sempre con me un’esperienza nuova.

Il Judo non è una semplice arte marziale, ma una vera e propria filosofia di vita. Il principio guida del judo è applicare l’energia fisica e mentale con la massima efficacia. Per raggiungere questo risultato, occorre essere flessibili. Non ci sono schemi prefissati, perché ogni situazione richiede una rapida valutazione ed è fondamentale scegliere la “mossa” migliore da adottare al momento giusto.

Il fondatore del Judo, Jigoro Kano ha attribuito a questa disciplina un significato educativo e morale: “In termini pratici, trascorrere anni interi a imparare il judo al mero scopo di respingere un attacco è da sciocchi. Dal momento che il judo deriva dalle arti marziali del passato deve perpetuarne lo spirito. Esse davano grande risalto alla lealtà, alla fede, all’onore e a varie altre virtù, la cui importanza, va sottolineato, permane anche nel mondo odierno.”

Emanuele Bruno è un atleta professionista del gruppo sportivo delle Fiamme Gialle di judo. Un giovane guerriero che non ama perdere. Come la fenice risorge dalle sue ceneri, anche lui riesce a superare le sconfitte proseguendo con determinazione per la sua strada e combattendo senza arrendersi mai. Per saperne di più sul suo conto, leggete la mia intervista ad Emanuele Bruno.

Raccontami chi è Emanuele Bruno.

“Sono un atleta professionista del gruppo sportivo delle fiamme gialle di judo e a dicembre compierò il mio 24° compleanno. Il mio sport è la mia passione ed il mio lavoro, per questo nel tempo libero oltre a soddisfare i miei hobby, che sono il ballo, salsa e bachata e la moda, corro nella palestra di famiglia a trasmettere i valori del judo sia ai bambini piccoli che ai ragazzi più grandi. Sono un amante della bella vita e mi piace viziarmi con cene e serate a tema, ovviamente, diete permettendo.”

Fashion News Magazine -Emanuele Bruno, fiamme gialle judo

Pregi e difetti?

Sono solare, energico, positivo, umile e sorrido alla vita. Sono estremamente orgoglioso, permaloso e molto determinato.

Come e quando è nata la passione per il judo?

Provengo da una famiglia di judoka, partendo da mia madre, campionessa d’Italia assoluta, mia zia campionessa del mondo e mio zio campione d’Italia. Quindi, all’età di 5 anni ero già sul tatami della palestra di mio zio. Lì, ha avuto inizio il mio percorso da baby judoka, durato fino all’età di 19 anni quando, dopo aver vinto l’oro nel campionato d’Italia juniores a 60 kg, l’argento nei campionati italiani juniores a 66 kg e l’oro ai campionati italiani under 23, le fiamme gialle mi vollero nella loro squadra.”

Spiega meglio ai nostri lettori quali sono le regole fondamentali del Judo. In che modo si può vincere?

Il judo è un arte marziale giapponese e significa via della cedevolezza, quindi l’obiettivo è far cadere l’avversario a terra con innumerevoli tecniche di proiezione. Ci sono diversi tipi di punteggio assegnati da un arbitro a seconda della parte del corpo che durante la proiezione tocca terra. Se l’avversario proiettato finisce con entrambe le spalle a terra allora è ippon e l’incontro finisce, perché l’ippon è l’equivalente del ko. Inoltre, il combattimento può finire con delle sottomissioni, cioè leve articolari e strangolamenti, dato che nel judo è sia presente la lotta in piedi che la lotta a terra. Ci sono regole che vanno rispettate durante il combattimento e, se non si rispettano, portano l’assegnazione di una sanzione. Con 4 sanzioni sei out!

Trofei nazionali e internazionali conquistati?

Oro camp italiano juniores 60 kg, Argento camp italiano juniores 66 kg, Oro camp italiano und 23 66 kg, Argento camp italiano assoluto 66 kg, Argento camp europeo und 23 66kg, Bronzo coppa del mondo Miami, Bronzo coppa del mondo Lisbona, Bronzo coppa del mondo Casablanca, Argento camp italiano universitari 73 kg, Bronzo camp italiano assoluto 73 kg, Oro camp italiano universitario 73 kg.

Qualche curiosità sulla tua carriera?

Le curiosità sono tante e troppe da raccontare. La mia è una vita che auguro a tutti gli atleti professionisti, fatta di viaggi, scoperte, delusioni e gioie. Non è la solita vita piatta di un qualunquista. Un’esperienza che non dimenticherò mai sono le olimpiadi europee di Baku alle quali mi qualificai rientrando tra i primi 30 atleti nella ranking list europea. La gara, purtroppo, non andò bene, ma fu un’esperienza indimenticabile far parte della parata di chiusura dei giochi. Uno stadio della capienza dello stadio olimpico, pieno di gente, lì a guardare noi atleti sfilare con la bandiera dell’Italia in mano. ”

C’è un aneddoto che vuoi raccontarmi?

Mi piacerebbe raccontarti la mia esultanza. Quando vinco una gara, piego i bicipiti in alto verso la testa e urlo Boom. Non è solo la mia, ma anche di 3 atleti amici campioni del Karate. Col tempo, si è andata sempre più diffondendo tra i giovani, tanto che stiamo creando un brand di abbigliamento intitolato proprio BooM.”

Quanto tempo dedichi all’allenamento?

Mi alleno da lunedì a sabato, due volte al giorno, per un totale anche di sei ore. Sotto periodo gara, a volte, mi alleno anche la domenica.”

Fashion News Magazine- Emanuele Bruno

Parlami del tuo confronto con gli avversari.

Quando combatto, non guardò in faccia nessuno dall’atleta più debole a quello più esperto. Non bisogna mai sottovalutare nessuno, specialmente in uno sport situazionale come il judo. Allo stesso tempo, porto molto rispetto per il mio avversario.”

Dopo ogni incontro, cosa porti con te?

Che sia una vittoria o una sconfitta, dopo ogni incontro, porto sempre con me un’esperienza nuova. A livello pratico, non ho un simbolo portafortuna, poiché credo che la fortuna ce la creiamo da soli.”

Per un judoka cosa significa partecipare alle nazionali e qualificarsi alle Olimpiadi?

La carriera di un judoka è fatta di molte gare e molte esperienze di vita. Si inizia con le gare regionali, per poi passare alle finali nazionali. Dopodiché, i migliori parteciperanno agli europei e mondiali. Il picco della carriera per un judoka è raggiungere i giochi olimpici, perché significa entrare nella lista dei più forti atleti del mondo e della storia.

Rio 2016. Com’è andata?

La mia qualificazione iniziava 3 anni fa nella categoria 66 kg. Gara dopo gara, acquistavo punti per Rio 2016, ma oltre ai punti, essendo alto 1 metro e 80, acquistavo anche peso. Dopo essermi infortunato, durante un allenamento in Russia, ho raggiunto il peso di 76 kg ed è diventato impossibile perdere 10kg per ogni gara. Pur provandoci, il mio corpo non arrivava più ad un certo peso, quindi sono stato costretto a cambiare categoria, a meno di un anno dalla fine della qualificazione olimpica, e, così facendo, a veder sfumare il mio sogno olimpico.”

Come affronti una sconfitta?

La sconfitta va onorata come la vittoria. Quindi, non bisogna buttarsi giù di morale e mollare tutto al primo ostacolo, ma bisogna rialzarsi e reagire mettendosi in gioco di nuovo.”

Ed è proprio quello che hai fatto di recente! Parlami della tua ultima vittoria ai Campionati  Italiani Universitari.

Purtroppo, agli ultimi campionati italiani assoluti sono arrivato fuori forma, non fisica, ma mentale e, tralasciando gli errori arbitrali nei miei confronti, ho affrontato la gara nel peggiore dei modi. Quindi, per reagire, ho combattuto la settimana successiva mettendomi in gioco nei campionati italiani universitari e conquistando l’Oro. Ho vinto sette incontri su sette! E’ una grande vittoria che ha un sapore più buono, perché viene subito dopo una grande sconfitta.”

Progetti futuri?

Ora, mi godrò l’estate rilassandomi e facendo una bella vacanza. Poi, da settembre, ricomincia la preparazione per raggiungere la forma perfetta in questa nuova categoria e provare a strappare il pass per Tokyo 2020.”

Sogno nel cassetto?

Vincere l’olimpiade!”

Ringrazio Emanuele Bruno per la sua disponibilità.

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23/06/2016