Le principesse punk di Chanel vengono svelate alla Digital Haute Couture Week

Chanel - Haute Couture - Autunno/Inverno 20 21
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Prendete il tweed, le camelie, l’alta gioielleria ed i contrasti bianco/nero. Togliete la passerella, i giornalisti, le celebrities, i buyers.

Chanel svela i suoi trenta look alla Digital Haute Couture Week. Niente scenografie, nessun paesaggio, nessuna storia: solo gli abiti delineano il carattere di questa nuova generazione di principesse punk ideate da Virginie Viard.

I trenta scatti sono stati realizzati da Mikael Jansson e sono completati dalla collezione di Alta Gioielleria della maison francese. Un mood che si accosta più alla figura di Karl Lagerfeld che a Coco Chanel, come dichiarato dalla stessa creative director.

Chanel = Tweed

Da Chanel il Tweed è continua evoluzione. Si snoda fra capispalla, abiti, completi e accessori. Una tradizione che non si può spezzare. Per la collezione FW 20 21, la Viard vuole omaggiare le eroine dei dipinti del XIX secolo, la loro “nobile autorità”. In tweed il capospalla doppiopetto segnato in vita, accostato ad una gonna asimmetrica che crea un grande senso scenografico.

I tailleur sono impreziositi da una bordatura di cristalli dal motivo floreale. La silhouette iconica Chanel, marca le spalle ed accompagna aggraziata le linee del corpo. Eleganza senza tempo.

Più contemporanea la rivisitazione della suite composta da lungo capospalla smanicato senza colletto, su un pantalone in match scampanato. L’attitude punk in trucco e parrucco. Un contrasto interessante, fra il mood rebel rebel e l’impeccabilità del capo sartoriale. Una donna dominante.

Flowers on Tweed

Un’altra variante del tweed è quello attraversato da ricami floreali tridimensionali. Questo modello skater, dominato da un senso di rigidità, viene accostato a dei leggings che rendono più giovane e sperimentale l’insieme.

 

La nuova Belle Èpoque

La collezione è caratterizzata da balze voluminose, maniche a palloncino, taffettà e piccoli bottoncini. Un balzo fra l’800 ed il ‘900 che così commenta Virginie Viard: “Ho immaginato una principessa rock, abiti di taffettà, capelli voluminosi, piume e tantissimi gioielli”.

Fra rigore ed opulenza. Fra rock e quartetti d’archi nei salotti vittoriani. Una collezione dove fa da protagonista anche un nero quasi austero, come le città svuotate e le passerelle abbandonate.